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FOTO | VIDEO | Apre il Maxxi L’Aquila, arte contemporanea a Palazzo Ardinghelli

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Franceschini: "È un segnale dello Stato per la città". Biondi: "Giornata storica"
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L’AQUILA – La colonna bianca e liscia riempie il piccolo spazio della cappella settecentesca, svetta verso la cupola ornata da una colomba e, idealmente, unisce la dimensione terrena con ciò che è oltre. Siamo nello splendore di Palazzo Ardinghelli, gioiello barocco che da oggi ospita il Maxxi L’Aquila, il nuovo museo del contemporaneo che aprirà al pubblico domenica 30 maggio, inaugurato dopo un restauro certosino finanziato dalla Federazione Russa all’indomani del terremoto con 7,2 milioni di euro ed eseguito dal ministero della Cultura. L’opera è di Ettore Spalletti, il grande artista abruzzese scomparso nel 2019. È stato lui a scegliere dove realizzare la sua ‘Colonna nel vuoto, L’Aquila‘, che qui resterà in modo permanente. Con Spalletti, le opere di altri sette artisti a cui il Maxxi ha commissionato le opere che animano il Palazzo insieme alle oltre sessanta arrivate dalla collezione permanente del Museo. “Questa è una giornata di ottimismo e fiducia che ci consente di fare un passo avanti per uscire dal terremoto e dalla pandemia”, ha detto Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi, che al Maxxi L’Aquila ha accolto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, per il quale il nuovo museo sarà uno dei luoghi più importanti per l’arte contemporanea in Italia e sarà un grande attrattore. È la prima volta che un grande museo italiano ha sede in un’altra città e vorrei che non ci fermassimo qua. È una operazione importante che dona a L’Aquila un motivo in più per far arrivare un turismo internazionale e colto”.

L’idea di portare l’arte contemporanea a L’Aquila fu proprio di Franceschini, che decise di destinare Palazzo Ardinghelli a una nuova sede del Maxxi. Un restauro ha riportato a un rinnovato splendore questo gioiello barocco, acquistato dal ministero come sede dei suoi uffici prima del terremoto e poi restaurato dai tecnici del Collegio romano grazie al finanziamento della Russia che rispose all’appello dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che chiese ai Paesi partecipanti di contribuire alla ricostruzione dell’Abruzzo, piegato dal terribile terremoto del 6 aprile 2009.

“Questa inaugurazione sottolinea il legame culturale tra i nostri Paesi- ha detto l’ambasciatore Sergey Razov– il sostegno reciproco è da tempo una buona tradizione nella relazione tra Russia e Italia. L’amico, si dice da noi, si riconosce nel bisogno”. Così, da oggi le sale settecentesche del Palazzo dialogano con le icone dell’arte contemporanea, dagli arazzi di William Kentridge ai libri cuciti di Maria Lai, da Alighiero Boetti a Monica Bonvicini, e poi Allora & Calzadilla, Maurizio Cattelan, Yona Friedman, Toyo Ito, Piero Manzoni, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Giulio Paolini, Pistoletto, Superstudio e molti altri. Le loro opere, tutte della collezione permanente del Maxxi, sono esposte accanto a quelle di altri otto artisti chiamati dal Museo per comporre la mostra ‘Punto di equilibrio’, curata da Bartolomeo Pietromarchi e Margherita Guccione e già sold out fino al 3 giugno. Tra fotografia, arte e architettura, a firmare le opere sono Elisabetta Benassi, Stefano Cerio, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio, Paolo Pellegrin, Anastasia Potemkina ed Ettore Spalletti, al quale Melandri ha voluto dedicare l’inaugurazione.

 “E’ il simbolo di quello che vogliamo fare qui- hanno detto Pietromarchi e Guccione- un museo che diventa centro di produzione culturale che dialoga costantemente con il territorio e le sue istituzioni culturali, creative e scientifiche”. Non una sede distaccata del Maxxi di Roma, dunque, ma una nuova sede, “un raddoppio”, in costante contatto con la città. Il museo avrà a disposizione due milioni di euro l’anno, ma “non ci sediamo su questi fondi- ha detto Melandri- cercheremo sponsor e partner privati, come le collaborazioni già avviate con Cassa depositi e prestiti e Bper Banca”.

Il percorso espositivo stupisce come solo l’interazione tra antico e contemporaneo sanno fare, con il primo colpo d’occhio offerto dalla scritta al neon fucsia ‘The Missing Poem is The Poem’, opera di Maurizio Nannucci che sovrasta il maestoso scalone dal sapore borrominiano. Al piano nobile 16 sale espositive accolgono le altre opere site-specific e della collezione. Da non perdere sul ballatoio ad anello che affaccia sulla corte le due opere di Maria Lai: Senza titolo, pagine di stoffa cucite con filo nero su un grande tessuto, della serie Lenzuoli e Il viaggiatore astrale, uno dei suoi celebri libri cuciti. Nel primo dei due grandi saloni con i due camini monumentali arricchiti da preziosi stucchi, insieme a Mother di Maurizio Cattelan, Mimetico di Alighiero Boetti e Quadro di fili elettrici di Michelangelo Pistoletto, incontriamo La città sale di Elisabetta Benassi: una scultura di sale, elemento che l’artista definisce “deposito di memoria”. Ispirata a La citta`che sale di Umberto Boccioni, capolavoro futurista dedicato alla forza dinamica della città moderna, con la sua opera Benassi riflette sulla precarietà delle città nonostante la loro solida apparenza e sul rapporto tra passato e presente, tra storia e futuro.

Il salone principale, chiamato Sala della Voliera, è dedicato a William Kentridge con una selezione di arazzi, tra cui il celebre North Pole Map. La scultura luminosa Bent and Fused di Monica Bonvicini precede la visita della ex cappella del Palazzo. È in questo piccolo e prezioso ambiente che Spalletti ha deciso di realizzare la sua ‘Colonna nel vuoto, L’Aquila‘, come a collegare le cose terrene, tra cui anche l’arte, con una realtà ultraterrena. Dalla cappella si accede alla stanza che ospita Studio per ‘Eco nel vuoto’ di Giulio Paolini, il disegno The Circular Crest Of A Submerged Crater di Salvatore Arancio e ‘Come se’ di Daniela De Lorenzo.

Nelle sale successive sono accolti i lavori provenienti dalla collezione di architettura dedicati al tema della città: le Cartoline postali di Venezia e due maquette de La Ville Spatiale di Yona Friedman, il modello de La Città Compatta di Franco Purini e Laura Thermes, una tavola del progetto di concorso per i nuovi Uffici della Camera dei Deputati di Maurizio Sacripanti, il Monumento Continuo di Superstudio, alcuni disegni di Bernard Khoury dedicati a Beirut, gli Elementi di Città di Giovanni Michelucci e due modelli di Toyo Ito.

E poi le sale dedicate alla fotografia che si chiudono con il progetto ‘L’Aquila’ di Paolo Pellegrin: un grande polittico di 140 scatti in bianco e nero dedicati alla città e due fotografie a colori che ritraggono montagne e borghi fuori L’Aquila riprese in una notte di luna piena.

Il Maxxi L’Aquila sarà aperto dal giovedì alla domenica con ingresso gratuito per gli abitanti della città e dell’Abruzzo per tutto il 2021 e, su prenotazione, si potranno organizzare visite gratuite con mediazione culturale. In programma anche incontri d’artista, attività didattiche, corsi di alta formazione e progetti di committenza pensati con le istituzioni del territorio.

CONCORSO DI IDEE PER LA CHIESA DI SANTA MARIA PAGANICA

 “È l’amore per la cultura che salva le città e che si muove sulle gambe delle persone che lavorano quotidianamente affinché questo settore torni ad avere la centralità che merita. Siamo qui a celebrare una giornata straordinaria per la città de L’Aquila“, ha dichiarato il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi. “Abbiamo fatto tanti passi- ha aggiunto Biondi- ne faremo tanti altri ancora- La città ha stanziato nell’ultimo bilancio 4,4 milioni di euro, non era mai successo prima. C’è la necessità di fare ancora tante cose”. Biondi si è poi rivolto a Franceschini proponendo un concorso di idee per Santa Maria Paganica, non ancora ricostruita.

“Rispondo all’appello del sindaco: mettiamoci intorno a un tavolo. Dovremmo adesso concentrarci su questo lato della piazza- ha detto Franceschini riferendosi alla chiesa- e il modo migliore per farlo è coinvolgere il Maxxi. Mi piace la proposta del concorso di idee: uniamo i due lati della piazza e faremo un’altra grande operazione per L’Aquila”. Prima di Franceschini, il sindaco Biondi ha spiegato che “qui c’è Santa Maria Paganica e il fatto che non sia ricostruita non è colpa di nessuno, se non di leggi. Sarebbe bello se si lanciasse un concorso di idee tra i 10 studi di architettura più importanti del mondo. Ci sono ancora tantissime cose da fare- ha detto- è il lascito che dobbiamo alle giovani generazioni che meritano di essere parte integrante di questo progetto di rigenerazione sociale che L’Aquila sta facendo anche grazie a voi”.



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