VIDEO | Medicina estetica, dopo il lockdown studi presi d’assalto

A raccontarlo all'agenzia Dire è il presidente della Società Italiana di Medicina Estetica, Emanuele Bartoletti
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ROMA – “Anche il settore della medicina estetica, a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, è stato inevitabilmente investito dalla crisi economica. Ma per fortuna la ripresa è stata importante: appena abbiamo avuto la possibilità di riaprire, le pazienti hanno letteralmente riempito i nostri studi“. A raccontarlo all’agenzia Dire è il presidente della Società Italiana di Medicina Estetica, Emanuele Bartoletti

“La medicina estetica è richiesta sopratutto nel periodo primaverile- prosegue- e aver chiuso le attività nei mesi di marzo, aprile e anche metà maggio ha provocato una grande riduzione nelle entrate economiche dei nostri colleghi, che hanno comunque mantenuto le loro spese”. Non appena allentate le misure di restrizione, però, le pazienti non si sono fatte attendere: “Noi ne abbiamo avute molte che ci hanno detto di non essere mai uscite durante il lockdown, nemmeno per fare la spesa- racconta ancora Bartoletti- e che la prima uscita che hanno fatto è stata per venire da noi. Questo perché effettivamente la medicina estetica entra in maniera significativa nella vita delle persone, soprattutto perché sentirsi bene con se stessi– conclude- è un qualcosa che psicologicamente aiuta moltissimo“.

SIME: 4MILA ACCESSI SU PIATTAFORMA CONGRESSO

Un congresso completamente online che si svolge su una piattaforma web, su cui si può accedere in qualsiasi momento per scegliere le sessioni da seguire. È la novità scelta quest’anno dalla Società italiana di Medicina Estetica per il suo 41esimo Congresso, tenuto conto della situazione sanitaria legata al Covid-19. 

L’evento, iniziato il 22 maggio, è in programma fino al 30 settembre. Ma come stanno andando questi primi giorni? 

“Il nostro Congresso avrebbe dovuto svolgersi il 22, 23 e 24 maggio, ma ovviamente non era possibile realizzarlo in maniera tradizionale- racconta all’agenzia Dire il presidente della SIME, Emanuele Bartoletti- Per cui due mesi fa abbiamo preso la decisione di trasformarlo in un Congresso online. Le difficoltà non sono state poche, ma tutti i relatori ci hanno aiutato moltissimo registrando le loro presentazioni da casa. E devo dire che l’attesa è cresciuta talmente tanto che venerdì scorso, nella giornata di apertura, non appena siamo andati online siamo stati incredibilmente sommersi dalle richieste di colleghi e utenti che volevano entrare sulla piattaforma per partecipare al Congresso. Per cui direi che sta andando benissimo”. 

Il Congresso è da sempre un momento di grande incontro e condivisione, oltre che scientifica, anche fisica. C’è il timore che questa nuova modalità possa sacrificare in qualche modo la riuscita dell’evento oppure invece potrebbe rappresentare una nuova opportunità, più ‘smart’, magari anche per il futuro?

“È innegabile che la bellezza dei congressi stia nel fatto di potersi rincontrare tra colleghi- risponde Bartoletti- perché spesso magari vivono uno al nord e l’altro al sud, se non addirittura all’estero”. 

Il congresso, continua Bartoletti, “diventa allora anche un’opportunità per rivedersi dopo un anno, ma soprattutto per scambiarsi esperienze e storie de visu. L’alternativa, quest’anno, sarebbe stata non essere presenti sulla scena scientifica, per cui abbiamo optato per questa unica opzione possibile. Ma la messa online dell’evento ha dato ai nostri colleghi un grosso impulso per cercare comunque di accrescersi e confrontarsi. A differenza di un webinar, infatti, dove ci sono docenti e discenti, al congresso c’è la possibilità di porre domande agli speaker. Per cui l’interattività è stata assolutamente mantenuta”. 

Quanto ai numeri del Congresso SIME, tra relatori, sessioni e partecipanti, Bartoletti fa sapere: “Anche quest’anno stiamo registrando un numero enorme di partecipanti: abbiamo superato i 4mila accessi di medici che si sono collegati alla piattaforma, c’è una sinossi interattiva dove sono presenti oltre 450 relazioni, cioè il 90% di quelle che avevamo previsto nel Congresso tradizionale. E anche le aziende sponsor (65 in tutto), che hanno i loro spazi e workshop all’interno dell’evento, ci hanno ben supportato”. 

Ma la novità del 41esimo Congresso è anche un’altra: nessuna quota di iscrizione per i partecipanti, ma una fruizione a titolo gratuito per i laureati in medicina e chirurgia che vogliano connettersi. 

“Siamo voluti andare incontro ai nostri colleghi, quasi tutti liberi professionisti, che nel periodo di lockdown hanno avuto una riduzione delle loro entrate economiche- spiega ancora Bartoletti all’agenzia Dire- Per questo abbiamo deciso di non chiedere loro un fido per entrare sulla piattaforma”. 

Il Congresso rimarrà online fino al 30 settembre e chi vorrà potrà seguirlo da casa quando vuole. “Da tutti per questo è arrivato un grosso plauso e i feedback ricevuti sono stati molto positivi- commenta infine il presidente della SIME- e possiamo dire che è il Congresso più lungo della storia della medicina. Questa nuova modalità dà ai partecipanti la possibilità di seguire tutte le relazioni, mentre infatti nei congressi tradizionali ci sono normalmente più aule in contemporanea, per cui bisogna fare una scelta su quale relazione seguire, in questa occasione invece ciascuno da casa o nei momenti di pausa dal lavoro, magari tra un paziente ed un altro- conclude Bartoletti- può seguire tutto il Congresso”. 

IL LINK PER PARTECIPARE AL CONGRESSO: http://www.sime2020.it/.

FENOMENO ‘MASKNE’? DANNI SERI SOLO PER MEDICI IMPEGNATI IN REPARTI COVID

Di recente si sta sentendo parlare del fenomeno ‘Maskne’, cioè dell’acne da mascherina. Se tenuto per diverse ore di fila, il dispositivo di protezione che abbiamo imparato a conoscere molto bene negli ultimi mesi, a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, creerebbe degli inestetismi che tenderebbero a concentrarsi proprio nell’area sottostante la mascherina (contorno labbra, mento e naso). Ma è davvero così? L’agenzia Dire lo ha chiesto al presidente della Società Italiana di Medicina Estetica, Emanuele Bartoletti. 

“Chi ha subito effetti a volte devastanti per un utilizzo prolungato della mascherina sono stati quei colleghi costretti ad indossarla per molte ore di fila perché impegnati nei reparti Covid– commenta Bartoletti- alcuni di loro hanno avuto addirittura delle ulcere da pressione a livello cutaneo, sopratutto del naso, e questo è stato un problema decisamente serio. Ma parlando più in generale delle pazienti, alcune, soprattutto quelle con cuti più delicate o che soffrono per esempio di acne, dermatite seborroica o rosacea, hanno notato un peggioramento nelle zone coperte dalla mascherina. Allora il consiglio, visto che andiamo anche incontro all’estate, è di alleggerire la cosmetica e di prediligere quei prodotti che favoriscono la riepitelizzazione, grazie anche ad un effetto antinfiammatorio. È invece necessario trattare in maniera corretta soprattutto quelle pazienti che hanno recrudescenze di acne”. 

La mascherina copre praticamente metà volto, dal naso al mento. Questo potrebbe incidere sulle richieste di interventi di medicina estetica? Il nuovo trend potrebbe essere per esempio più blefaroplastiche e meno rinoplastiche? 

“Non credo che si possa verificare un trend del genere- risponde Bartoletti all’agenzia Dire- perché quando arriviamo a casa la mascherina ce la togliamo e torniamo a guardare il nostro viso per intero”. Piuttosto, il presidente della Sime sottolinea come oggi, un sempre più frequente ricorso a videochiamate o ad incontri virtuali su piattaforme online, abbia fatto emergere nuove richieste da parte delle pazienti: “Qualche anno fa abbiamo dovuto fronteggiare la frequente richiesta di correzioni di inestetismi che si presentavano quando le nostre pazienti si scattavano i selfie- fa sapere- e già in quella occasione cercavamo di spiegare loro come alcuni ‘difetti’ non fossero reali ma solo provocati da una ‘cattiva’ angolazione della foto. Oggi la questione si è ripresentata, perché sempre più spesso, per lavoro ma anche per svago, si organizzano incontri su piattaforme come Skype o Zoom. Molte pazienti allora adesso lamentano di avere un collo troppo possente oppure un bordo mandibolare non più delineato, ma è ovvio che se ci si avvicina troppo alla telecamera ottengo l’effetto di ‘imbruttire’ quella parte. Banalmente l’unica cosa da fare è alzare la telecamera del computer e mantenere il collo dritto, così gli inestetismi scompariranno. Sarebbe assolutamente sbagliato in questi casi dare alle pazienti la possibilità di correggere difetti che non esistono”. 

Bisogna fare quindi attenzione ai dispositivi elettronici che utilizziamo, perché potrebbero consegnarci un’immagine distorta di noi stessi?

“Purtroppo la tecnologia da questo punto di vista non ci aiuta sempre- risponde Bartoletti all’agenzia Dire- e bisogna stare attenti perché poi, in verità, le persone ci guardano di fronte. È vero poi che ora portiamo la mascherina e le parti più visibili sono diventati gli occhi e la fronte, ma anche in questo caso dobbiamo cercare di non esagerare con le correzioni. Tante sono le richieste per la distensione del terzo superiore del volto con la tossina botulinica, per esempio, ma è importante che le pazienti abbiano a mente che la tossina botulinica non serve a cancellare le rughe ma a migliorare l’espressione. Per cui è inutile insistere con la tossina botulinica finché non scompaiono le rughe, primo perché se molto profonde non scompariranno, secondo perché bloccare troppo la fronte di una persona significa renderla completamente inespressiva. Quindi mi raccomando a non insistere mai con il medico estetico– conclude infine il presidente della SIME- perché altrimenti si ottiene un risultato assolutamente non naturale“.

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28 Maggio 2020
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