Tg Politico Parlamentare, edizione del 28 aprile 2021

In questa edizione: la maggioranza 'blinda' Roberto Speranza, la mozione di sfiducia presentata al Senato non passa; sette ex terroristi italiani rifugiati in Francia sono stati arrestati a Parigi
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SPERANZA SUPERA LA PROVA ‘FIDUCIA’

La maggioranza ‘blinda’ Roberto Speranza, anche se le fibrillazioni al suo interno persistono. La mozione di sfiducia presentata al Senato dalle opposizioni non passa, rivelando però, in base ai risultati del voto, scricchiolii nella compattezza del Governo Draghi sul tema pandemia. La Lega, nonostante le critiche di Salvini al ministro della Salute, vota ‘no’ alle dimissioni, chieste da Fratelli d’Italia e dai senatori ex M5s e Italexit. Il partito di Giorgia Meloni punta il dito contro “una catena di inefficienze che coinvolge Ministero, il Cts, l’Istituto superiore di sanità e l’Aifa”. E accusa il Governo di non avere un piano pandemico. Il ministro rivendica di averlo fatto aggiornare nonostante i ritardi dovuti agli esecutivi precedenti. E sul tema vaccini Speranza si dice orgoglioso di un gioco di squadra, tra politica e sanità, che nelle prossime settimane metterà in sicurezza le fasce di popolazione più a rischio. Infine Speranza ammonisce: “La politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini”

ARRESTATI IN FRANCIA SETTE EX TERRORISTI

Sette ex terroristi italiani rifugiati in Francia sono stati arrestati a Parigi su richiesta italiana mentre altri tre, in fuga, sono attualmente ricercati. L’operazione è stata condotta dall’Antiterrorismo dei due Paesi. I dieci sono accusati di atti di terrorismo risalenti agli anni ’70 e ’80. Dei sette arrestati, cinque appartenevano alle Brigate Rosse, uno a Lotta Continua e uno ai Nuclei Armati contro il Potere territoriale. Nei giorni scorsi la Guardasigilli Marta Cartabia aveva sottolineato la necessità di assicurare alla giustizia gli ex terroristi prima della prescrizione. “I crimini degli anni di piombo sono una ferita ancora aperta”, commenta il presidente del Consiglio Mario Draghi che plaude la decisione francese di avviare le procedure giudiziarie richieste dall’Italia.

ALITALIA, LA PROTESTA DEI DIPENDENTI

Lavoratori di Alitalia in piazza per dire ‘no’ a quella che chiamano “la strage di Stato”, il piano di esuberi collegato al salvataggio della compagnia di bandiera. Resta ferma l’opposizione delle maestranze ad ogni ipotesi di ridimensionamento aziendale. Monta la protesta anche tra i sindaci del Sud, che si dichiarano penalizzati dal Recovery Plan. Davanti alla sede del governo è sfilata una delegazione di primi cittadini provenienti dalla provincia di Agrigento. “A noi il Piano nazionale non assegna neppure un euro. E dire che non abbiamo autostrada”, dice Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita Belice, il paese del Gattopardo.

FESTIVAL DEL LAVORO, SERVONO POLITICHE ATTIVE

Quando sarà eliminato il blocco dei licenziamenti il numero dei disoccupati creati dal Covid salirà a quota 1 milione. A lanciare l’allarme è il presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro Rosario De Luca. Ci sarà bisogno – aggiunge De Luca- di riconvertire queste professionalità con politiche attive mirate. In occasione del Festival del Lavoro, organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti, la presidente del Senato Elisabetta Casellati invita a valorizzare le eccellenze del nostro sistema produttivo, puntando sull’innovazione e sul progresso tecnologico, fuori dalla logica degli aiuti a pioggia. Il ministro Andrea Orlando si prefigge di dare “un’accelerazione ai centri dell’impiego”. L’invito a puntare sulle politiche attive arriva anche dagli altri ospiti del Festival, a cominciare da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Per la leader di Fratelli d’Italia il Paese “è molto indietro” su questo terreno. È stato detto ai giovani che se avessero fatto il liceo avrebbero avuto un futuro brillante, a scapito degli istituti professionali. È stato un errore. “Ora serve una battaglia culturale”, dice Meloni.

SICUREZZA SUL LAVORO, EFFETTO COVID

Crescono del 16 per cento le denunce all’Inail con esito mortale nel 2020. Le morti sono state 181 in più rispetto al 2019. Il presidente dell’Istituto Franco Bettoni, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, spiega che l’aumento è dovuto soprattutto alle morti avvenute a causa del Covid in ambito lavorativo, che rappresentano circa un terzo dei decessi denunciati dall’inizio del 2020. Il dato, quindi, è alterato dall’emergenza sanitaria, mentre nel quinquennio tra il 2015 e il 2019 si è registrata una diminuzione dei decessi del 9,6%. Per Maurizio Landini bisogna rilanciare “l’obiettivo zero morti sul lavoro”.

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