“Raggi come Kappler”, bufera sul rappresentante degli ambulanti romani

Scoppia la polemica dopo le parole di Angelo Pavoncello, vicepresidente Ana-Ugl, che ha paragonato la sindaca di Roma a Herbert Kappler, criminale di guerra delle SS naziste
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ROMA – “La sindaca mi ha detto in faccia che ho 72 ore per trovare i posti, come Kappler diede 72 ore ai miei fratelli e sorelle ebrei che ora non ci sono più per consegnare l’oro ai tedeschi”. Sceglie un paragone forte Angelo Pavoncello, vicepresidente nazionale dell’Ana-Ugl, l’Associazione nazionale ambulanti, durante la protesta della sua categoria contro le decisioni della sindaca di Roma Virginia Raggi sull’entrata in vigore della direttiva Bolkestein. Parole che fanno divampare la polemica, con la giunta capitolina che fa quadrato intorno alla sindaca e chiede a Pavoncello, rappresentante degli urtisti romani di religione ebraica e già candidato con la Lega alle scorse europee, di scusarsi per le sue parole. Herbert Kappler è stato comandante della Gestapo durante l’occupazione di Roma, responsabile del rastrellamento degli ebrei del ghetto e di quello dei partigiani del Quadraro, del massacro delle Fosse Ardeatine e delle torture nella prigione di via Tasso.

MELEO: SGOMENTO PER PAROLE PAVONCELLO, SI VERGOGNI

“Paragonare la sindaca Virginia Raggi a Kappler, uno dei gerarchi nazisti più feroci della storia è qualcosa che lascia sgomenti e inorridisco al solo pensiero. Specie se a pronunciarla è un rappresentante sindacale degli ambulanti, qualcuno che dovrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori. Si può discutere in modo civile su temi, agende e proposte politiche ma sempre nel rispetto delle parti, senza evocare criminali che hanno condannato a morte milioni di ebrei. Angelo Pavoncello dovrebbe vergognarsi per le parole pronunciate e chiedere scusa non solo alla sindaca, ma in primis a quella categoria che rappresenta”. E’ quanto scrive in un post su Facebook l’assessore capitolino alle Infrastrutture, Linda Meleo.

MONTUORI: EVOCARE KAPPLER È MANCANZA RISPETTO PER CHI È MORTO

“Dimenticare la storia è un crimine, usarla come un manganello fa orrore, evocare Kappler, da parte di un rappresentante della destra romana, dimostra una mancanza di rispetto per chi è morto di botte, di fame, di freddo, di stenti, deportato, torturato, fucilato, umiliato. Per chi sopporta ancora oggi il peso dell’orrore, per chi si batte per ricordare, per chi ha dato la vita per un’idea di libertà perché certe persone potessero parlare. Non ci sono parole, dobbiamo sempre condannare con fermezza chi vuole far entrare nel linguaggio quotidiano queste forme sottili di evocazione e rimozione, e ‘su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno'”. Lo scrive in un post su Facebook l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori.

VIVARELLI: PAVONCELLO CHIEDA SCUSA A SINDACA

“Come è possibile paragonare la nostra sindaca a Kappler, tra i più feroci criminali nazisti? Mi lascia senza parole la recente affermazione di Angelo Pavoncello, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Ambulanti (Ugl). Chieda scusa alla Sindaca, ai cittadini e alla categoria che rappresenta”. Lo scrive in un post su Facebook l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Valentina Vivarelli.

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