Somalia, dopo gli scontri il presidente uscente cerca un accordo per nuove elezioni

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Il capo dello Stato Farmajo, che aveva prolungato per due anni il suo mandato scaduto a febbraio, sabato sarà in Parlamento dopo le tensioni e l'ammutinamento di alcuni militari
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ROMA – Il presidente della Somalia, Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, ha annunciato che si presenterà sabato in Parlamento con l’intenzione di giungere a un accordo per indire nuove elezioni, rinunciando a una estensione di due anni oltre la scadenza del mandato che aveva provocato proteste e scontri con le opposizioni. Il capo di Stato si è rivolto ieri alla nazione con un discorso in diretta televisiva dopo che scontri a fuoco tra militari fedeli al governo federale e soldati ammutinati vicini alle opposizioni avevano costretto civili ad abbandonare alcuni distretti settentrionali di Mogadiscio. A causare il malcontento delle opposizioni è stata la proroga di due anni all’incarico presidenziale voluta da Farmajo la settimana scorsa. Il suo mandato era scaduto a febbraio senza che governo ed esecutivi regionali raggiungessero un accordo sulla legge elettorale.

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“TENSIONI CAUSATE DA ENTITÀ STRANIERE PER DESTABILIZZARE IL PAESE”

Il presidente ha detto che sabato presenterà ai deputati una proposta per arrivare al voto sulla base di un accordo raggiunto con i governi regionali a settembre. L’intesa, la cui applicazione è stata caldeggiata da partner occidentali della Somalia nelle scorse settimane, era decaduta anche a causa dell’opposizione degli Stati semi-autonomi di Jubaland e Puntland. Farmajo ha accusato delle tensioni avvenute nei giorni scorsi “individui ed entità straniere che non avevano alcun interesse se non quello di destabilizzare il Paese“. Secondo il portale online dell’emittente Radio Garowe, a spingere il capo di Stato a fare un passo indietro è stata anche la decisione degli Stati semi-autonomi di Galmadug e Hirshabelle di revocare l’appoggio dimostrato fino a ieri al presidente in favore di un’implementazione dell’accordo di settembre. Oltre il 65 per cento degli ascoltatori di Garowe, tradizionalmente su posizioni avverse al governo, ha risposto a un sondaggio sulla mossa di Farmajo definendola “una perdita di tempo” e “non un tentativo autentico di dialogo”.

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