Roma, candidature primarie centrosinistra entro il 20 maggio: serviranno 2500 firme

PRIMARIE PARTITO DEMOCRATICO
In vista dell'appuntamento del 20 giugno, i candidati sindaci dovranno raccogliere 250/300 sottoscrizioni in almeno dieci municipi. Due euro per votare nei 200 gazebo o su Internet, in dubbio l'ok ai 16enni
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ROMA – Le primarie per l’individuazione del candidato sindaco e dei candidati presidenti dei municipi di Roma del centrosinistra si svolgeranno il 20 giugno, le firme andranno presentate entro il 20 maggio, a sovrintendere il tutto ci sarà un comitato di tre garanti. I gazebo saranno tanti, diffusi in maniera capillare sul territorio per assicurare un voto che sarà solo all’aperto ma con la parallela opzione della partecipazione online.

2500 FIRME PER I CANDIDATI SINDACI, 750 PER I PRESIDENTI DI MUNICIPIO

Il lavoro tra le forze politiche per la messa a punto del regolamento della consultazione popolare è in corso, ieri si è svolto un tavolo che sarà riconvocato a breve per la presentazione di una bozza da sottoporre a tutti i rappresentanti delle forze progressiste, ma alcuni punti fermi già ci sono e altri lo stanno diventando, anche per una questione di logica e buon senso. A partire dal numero minimo di firme che ogni candidato dovrà presentare. Il punto di caduta tra chi ne ipotizzava 4.000 e chi 2.000 o 3.000 verosimilmente sarà quello della raccolta di 250/300 sottoscrizioni in almeno 10 municipi: in questo modo ogni candidato alle primarie potrà dimostrare il suo radicamento territoriale. Per quanto riguarda gli aspiranti minisindaci, invece, le firme da mettere insieme dovranno essere circa 750, tutte nel territorio di riferimento. Su questo tema va comunque registrata la posizione dell’ala sinistra del fronte progressista di evitare le primarie laddove si trovassero delle candidature condivise.

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VOTARE NEI 200 GAZEBO O SU INTERNET COSTERÀ 2 EURO

Tema gazebo. L’obiettivo che realisticamente sarà perseguito è quello di dislocarne 200 (ripetendo quanto avvenne in occasione delle primarie del PD nazionale che incoronarono segretario Nicola Zingaretti) il che comporterebbe l’impiego di almeno 1.200 volontari. I gazebo e le contestuali occupazioni di suolo pubblico avranno dei costi. Per questo, come è già accaduto, i votanti dovranno pagare un contributo, che molto probabilmente sarà di 2 euro. Per quanto riguarda il voto online, salvo colpi di scena sarà a disposizione la piattaforma nazionale messa a punto dal PD. Chi sceglierà l’opzione del click al posto del gazebo, dovrà accreditarsi e versare il contributo con una carta di credito che potrà essere utilizzata per un numero minimo di volte (per sé e al massimo per i congiunti), per evitare sospette moltiplicazioni di voti.

OBIETTIVO 70MILA VOTI, IN DUBBIO L’OK AI 16ENNI

Per tutti la partecipazione sarà subordinata all’attestazione della propria residenza a Roma e del possesso del diritto di voto, insieme alla dimostrazione di essere un elettore del centrosinistra attraverso la sottoscrizione della carta d’intenti che contiene il programma di massima della coalizione. Resta in ballo il tema del voto ai 16enni, che fu garantito nelle primarie del 2016. L’obiettivo che ragionevolmente si intende centrare è quello di portare nei gazebo 70mila persone, una via di mezzo tra quanto accade per le primarie del 2013 e quelle del 2016. Venerdì il centrosinistra si riunirà nuovamente per chiudere la carta di intenti. La bozza circolata è stata ritenuta troppo generica da più parti, con i Verdi che hanno chiesto un livello maggiore di definizione dei punti programmatici.

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