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Il consulente del lavoro: “Dopo il covid un milione di disoccupati in più”

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L'intervista a Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro in occasione del Festival del Lavoro
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ROMA – Nella prima giornata del Festival del Lavoro, l’iniziativa in corso promossa dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro per “mettere a confronto l’anima politica, imprenditoriale, le parti sociali e la società civile per cercare di avere qualche idea vincente per uscire dallo stallo in cui è il Paese in questo momento”, sarà presentata una ricerca da cui emerge una forte incertezza sul futuro che riguarda milioni di lavoratori, e un dato preoccupante che segnala come il 46% degli occupati consideri le proprie competenze inadeguate. A queste criticità si risponde “in modo che finora non si è visto nei provvedimenti di questi mesi, cioè con una riqualificazione dei dipendenti dei lavoratori e con la creazione di nuovi posti di lavoro“, spiega alla Dire Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.

“Lo scenario- continua- è ampio e grave. Veniamo da un 2020 che ha visto una perdita di occupazione, in particolare per i contratti a termine. Quelli a scadenza sono stati rinnovati, visto il blocco dei licenziamenti. Quando sarà eliminato il blocco si produrranno altri disoccupati, abbiamo quantificato intorno a un milione complessivo. Ma il tema è: cosa faranno? Siccome è cambiato il mondo del lavoro, sono cambiati i modelli organizzativi delle aziende e ci sarà bisogno di riconvertire queste professionalità. Non a caso il 46% si dichiara non aderente a quella che è la realtà del mondo del lavoro. E per fare questo ci vogliono le politiche attive, che sono proprio quel coacervo di norme e provvedimenti che mirano a introdurre il lavoratore all’interno di un circuito virtuoso per l’occupazione riconvertendo la professionalità”.

DE LUCA: “RESPONSABILITÀ DELLE BANCHE SULLE INFILTRAZIONI CRIMINALI NELLE IMPRESE”

“Dalla Direzione Antimafia arrivano chiari segnali di come la criminalità organizzata si inserisce nelle imprese in questo momento sfruttando la mancanza di liquidità, e su questo il sistema bancario ha una responsabilità clamorosa perché avere dato con difficoltà – o quasi non dato – i prestiti di 25mila euro garantiti dallo Stato, ha messo le aziende in difficoltà”, spiega De Luca, anticipando il tema del rapporto tra criminalità organizzata e imprese in sofferenza, che aprirà domani la seconda giornata del Festival del Lavoro, con un incontro che coinvolgerà anche il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho.

“Noi abbiamo- ha aggiunto De Luca- un elenco infinito di segnalazioni dei nostri iscritti, gestiamo quasi un milione e mezzo di aziende, che ci riportano queste richieste incredibili delle banche che nonostante la garanzia statale ne chiedevano altre personali agli imprenditori. Per la criminalità organizzata basta stare attenti sul territorio e vedere quali sono le aziende in difficoltà, proporsi per prestiti facili e infiltrarsi. A quel punto è finita”.

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