Rifiuti a Roma, con il coronavirus addio al ‘porta al porta’? “Ama ritorna alla raccolta stradale”

La denuncia del segretario della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola
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ROMA – Meno raccolta porta a porta nei negozi e negli uffici (soprattutto quella affidata a terzi) e piu’ cassonetti stradali. E’ la strategia che sembra avere Ama per il futuro, come emerge da una lettera firmata dall’amministratore Unico, Stefano Zaghis, che l’agenzia Dire ha visionato e inviata mercoledi’ scorso al raggruppamento temporaneo di imprese guidato Roma Multiservizi, che ha deciso di uscire dal servizio (peraltro in scadenza) di raccolta differenziata porta a porta per le utenze non domestiche.

“L’azienda- si legge- e’ tenuta, dunque, a implementare la raccolta stradale al fine di garantire una piu’ sistematica organizzazione ed utilizzazione delle risorse interne, con ulteriore limitazione di affidamenti di servizi a prestatori terzi”.

Una linea contestata dal segretario della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, intervistato dall’agenzia Dire, soprattutto in relazione alle prime 260 lettere di licenziamento partite dal Rti guidato da Roma Multiservizi: “Ci stupisce che ancora una volta Ama si sia fatta trovare impreparata, perche’ non ha bandito una nuova gara e in piu’ abbiamo scoperto che ha cambiato alcune scelte strategiche. Tra le motivazioni dell’internalizzazione delle attivita’ c’e’ quella di un cambiamento del sistema di raccolta. Sembra che voglia abbandonare la raccolta porta a porta per le utenze non domestiche e l’aumento di questo tipo di servizio, cioe’ una delle bandiere della Giunta Raggi. Sembra ci sia un ritorno al passato, alla raccolta stradale. Siamo abituati a queste giravolte, negli ultimi 10 anni gli amministratori di Ama che si sono succeduti hanno sempre avanzato proposte salvifiche. Contestavamo due anni che l’Ama volesse fare questo tipo di attivita’ in questo modo, oggi ci troviamo di fronte a uno scenario assurdo“.

Internalizzare le attivita’ di raccolta porta a porta non domestico ma “il Comune di Roma non ha ancora approvato il piano assunzionale, quindi Ama perde ogni giorno un maggior numero di operatori, non c’e’ alcun piano industriale di rilancio e ora c’e’ questa difficolta’. E potremmo trovarci di fronte a un doppio paradosso. Dal 15 maggio questi lavoratori perderanno il loro posto, perche’ sembra quella la data ultima da cui avranno decorrenza i licenziamenti, e Ama si trovera’ a gestire attivita’ che riguardano decine di migliaia di utenze senza l’opportunita’ di assumere”.

Insomma, una strategia (quella della municipalizzata) che per il sindacalista non sta in piedi: “Pensiamo che non sia sostenibile per Ama internalizzare questa attivita’ senza avere la forza lavoro in grado di gestire. Gia’ oggi l’azienda non riesce a garantire il contratto di servizi con il Comune, immaginiamo come potrebbe riuscire a svolgere in house servizi al momento affidati all’esterno. Per riuscirci serve internalizzare questi lavoratori e dare anche corso al piano di assunzioni, perche’ sono anni che l’azienda non assume. Abbiamo personale sempre piu’ vecchio e manca il necessario turnover per innovare e rilanciare i servizi”.

Piu’ raccolta stradale significa “piu’ cassonetti in citta’, oltre che piu’ pieni ma soprattutto- ha proseguito Di Cola- A me sembra che piu’ che una scelta strategica quella fatta da Ama sia economica, perche’ e’ in difficolta’ finanziaria, ha bisogno di risparmiare e prova a farlo sulle spalle dei lavoratori”.

Oltre a questo, un aumento della raccolta stradale a fronte di una diminuzione del porta a porta nei negozi e negli uffici porta con se’ un’altra possibile conseguenza nefasta per i conti di Ama e del Comune: quella dell’evasione tariffaria.

“Il rischio, spostandosi dalla raccolta porta a porta a quella stradale, e’ che quell’azione di mappatura e controllo che veniva fatta con questo tipo di raccolta possa venire meno– ha concluso Di Cola- E’ chiaro che questo non vuol dire che ci sia un automatico aumento dell’evasione della tariffa ma e’ evidente che quel sistema tra i suoi pregi aveva il maggior controllo del territorio”.

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28 Aprile 2020
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