Ponte di Genova, il papà di una vittima: “Nessuna solerzia per ricercare la verità e fare giustizia”

Lo scrive in un post su Facebook Roberto Battiloro, padre di Giovanni, giovane videomaker e giornalista di Torre del Greco morto nel crollo del ponte Morandi
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NAPOLI – “Come spiego a mia moglie e a mia figlia che questa nostra Italia conclude la ricostruzione del nuovo ponte? È giusto ripartire, ma come faremo mai a ripartire noi, lasciati monchi, senza un figlio, ucciso a 29 anni dallo Stato italiano che ha finto di controllare le manutenzioni delle società della famiglia Benetton?”. Lo scrive in un post su Facebook Roberto Battiloro, padre di Giovanni, giovane videomaker e giornalista di Torre del Greco (Napoli) morto il 14 agosto 2018 nel crollo del ponte Morandi. Giovanni Battiloro era in auto con tre amici e si stavano dirigendo in Spagna per trascorrere lì le vacanze. La famiglia Battiloro non ha partecipato ai funerali di Stato per le vittime del ponte Morandi. “Lavori mai fatti sul vecchio Ponte Morandi, crollato insieme alla nostra vita e alla vita di altre centinaia di persone tra vittime e familiari. Tutta questa solerzia, questa produttività, mi sarei aspettato fosse stata profusa nella ricerca di una verità e di una conseguente giustizia. Mio figlio – continua Roberto Battiloro – a 29 anni è stato portato via dai suoi affetti più grandi, dalla madre e dal padre, dalla sorella e dagli zii, dai cugini e da tutti gli amici che lo amavano”. “Come riusciremo mai a mettere insieme i pezzi della mancanza? Nessuna ricostruzione – dice il papà del videomaker – sarà in grado di ricostruire le nostre anime uccise insieme al nostro ragazzo. Nessun gaudio, solo immenso dolore per ciò che ancora oggi si finge di non vedere: la corruzione a tutti i livelli, politici e amministrativi. Uccidere per lucrare. Che sia fatta giustizia”.

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