Francia, si torna a scuola? Dall’11 maggio aperte solo le elementari e “su base facoltativa”

Posticipato il ritorno tra i banchi per gli studenti dei licei e delle medie
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – La Francia riapre dall’11 maggio le scuole elementari “su base facoltativa”, mentre per le medie si dovrà aspettare, forse, il 18 maggio “ma solo nei dipartimenti in cui la circolazione del virus è molto debole”. Quanto ai licei, “decideremo a fine maggio se potremo riaprirli, a cominciare da quelli professionali”. Così il premier francese Edouard Philippe, illustrando al Parlamento il piano di uscita dal lockdown.

Dopo che la riapertura era stata data per certa per l’11 maggio, questa mattina i media francesi avevano diffuso la notizia del dietrofront di Emmanuel Macron. Nei giorni precedenti, infatti, c’era stata una forte protesta da parte dei medici culminata il 25 aprile, con la pubblicazione sul sito del ministero della Salute francese di un rapporto che metteva in guardia l’Eliseo da una eccessiva accelerazione sulla fine delle misure del lockdown.

LEGGI ANCHE: Fase 2, la Germania allenta le misure e i contagi ripartono: mai così male da metà marzo

“Allo stato attuale delle conoscenze sul piano epidemico- avevano scritto gli esperti francesi al governo- il rischio di forme gravi è debole tra i bambini e adolescenti. Il rischio di contagiosità individuale tra i bambini più piccoli è incerto, ma sembra basso. Al contrario, il rischio di trasmissione è importante nei luoghi di raggruppamento massiccio che sono le scuole e le università, con le ‘misure barriera’ particolarmente difficili da mettere in atto tra i più piccoli. Di conseguenza, il consiglio scientifico propone di mantenere asili, elementari, medie, licei e università chiusi fino a settembre”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

28 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»