Sindaco De Luca: “Ultimo Dpcm una porcheria, servono restrizioni differenziate per regione”

Per il sindaco di Messina Cateno De Luca bisogna "prendere atto che il 70% dell'epidemia è concentrato su quattro regioni del Nord"
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PALERMO – Nuovo affondo del sindaco di Messina, Cateno De Luca, contro l’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in merito alle restrizioni per il contrasto al Covid-19. Alla fine di un lungo comunicato De Luca bolla come “porcheria” il provvedimento annunciato e poi firmato dal premier: “Se serve, sono pronto anche a rischiare di essere dichiarato decaduto dalla carica di sindaco, ma comunque, visto che non lo fa Musumeci, chiederò a Conte di rimangiarsi la porcheria che ha servito agli italiani il 26 di aprile – dice -, non differenziando le misure per le varie regioni, in relazione soprattutto a quelle del Meridione. Questa guerra – ancora il sindaco di Messina – non è finita, se ci rilassiamo, il virus ci ammazza”.
Lunga la critica di De Luca al Dpcm: “È figlio del vorrei ma non posso – dice -. Proprio in relazione a questo, noi abbiamo invece deciso di decidere perchè non e’ pensabile continuare cosi’, senza coraggio e senza tenere conto delle necessità oggettive riguardo agli elementi che consentono un’apertura seppure in libertà vigilata. A Conte dico che non ci stiamo. Non accetto il Dpcm entrato in vigore con queste scadenze scriteriate”.
Secondo il sindaco di Messina bisogna “prendere atto” che “il 70%” dell’epidemia è concentrato su quattro regioni del Nord”, per cui “c’e’ una chiara distinzione territoriale che deve essere presa in considerazione”. Quindi, alla luce di ciò, “occorrono norme restrittive al centro-nord (in particolare Lombardia e Piemonte) e più flessibili per le regioni del Sud, in cui il contagio è sotto la media nazionale, stabilendo comunque – precisa De Luca – il criterio di libertà vigilata”.

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28 Aprile 2020
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