lunedì 18 Maggio 2026

Dire Podcast, i principali appuntamenti della settimana alla Camera dei deputati

La riforma della Croce rossa, il question time del ministro Nordio, le commemorazioni di Umberto Bossi e Gino Paoli: è successo tutto mercoledì

ROMA – Una settimana concentrata in un giorno. È successo praticamente tutto mercoledì. La riforma della Croce rossa, il question time del ministro Nordio, le commemorazioni di Umberto Bossi e Gino Paoli. Partiamo dalla riforma della Croce rossa. Già approvata dal Senato, col via libera della Camera diventa legge. Il nuovo ordinamento amplia il personale direttivo del corpo militare volontario. Oltre a medici, commissari e farmacisti, saranno ammessi anche odontoiatri, veterinari, biologi, fisici, chimici, psicologi e dirigenti infermieri.

Sempre mercoledì il clima si è scaldato quando in aula sono arrivati gli strascichi del referendum sulla giustizia, con la larga vittoria del no e le successive dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi. A dare fuoco alle polveri è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che ha tirato fuori la vecchia storia della visita del Pd in carcere all’anarchico Cospito.
Il secondo round nel pomeriggio, quando durante il question time le opposizioni sono andate all’attacco del ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo un passo indietro anche a lui. Il Guardasigilli ha detto di avere ancora la fiducia di Giorgia Meloni. “Prendiamo atto dell’esito del referendum – ha ribattuto – ma il governo va avanti”.

Parliamo per un momento di un’icona senza tempo: Gino Paoli. Non solo l’anima di “Sapore di sale” e “Il cielo in una stanza”, ma un uomo dalle mille vite, morto a 91 anni. Forse non tutti ricordano che, tra un successo e l’altro, negli anni ’80 fu eletto deputato con il Partico comunista italiano. E non restò a guardare: portò a Montecitorio una proposta di legge coraggiosa per tutelare la musica leggera italiana. Un’anima libera che ha provato a cambiare le regole del gioco anche dal palazzo. Mercoledì l’aula gli ha reso omaggio.

Cambiamo scenario. Ci ha lasciato Umberto Bossi, il “senatur”. Amato o criticato, ha letteralmente inventato un modo nuovo di fare politica, tra la canottiera e i raduni di Pontida. Fondatore della Lega, ha portato il federalismo e il ‘celodurismo’ nei palazzi romani, scuotendo le fondamenta della Prima Repubblica. Si chiude un’epoca fatta di slogan graffianti e grandi passioni territoriali. Un personaggio che, nel bene o nel male, non ha mai lasciato indifferenti. In aula lo ha ricordato Lorenzo Fontana, che a Bossi dedicò la sua elezione a presidente della Camera.

Leggi anche