sabato 12 Settembre 2026

Tg Mondo Hi-Tech, edizione del 28 marzo 2025

In questa edizione si parla di robot a tutela delle foreste, arte digitale, fusione nucleare

ROBOT ZOOMORFI E IA PER PROTEGGERE LE FORESTE

Robot zoomorfi, droni, intelligenza artificiale e mappe 3D, tutto insieme per il monitoraggio sostenibile delle foreste. Questi gli ingredienti di un complesso di progetti avveniristici in corso nelle facoltà di Ingegneria e di Agraria della libera Università di Bolzano, in collaborazione con altri atenei europei. Nello specifico sono tre i progetti attualmente in corso: Digiforest, Inest e Forma. Le foreste rivestono un ruolo cruciale nella mitigazione dei cambiamenti climatici, ma il loro monitoraggio su larga scala rimane una sfida complessa. Con Digiforest vengono sviluppati robot capaci di raccogliere dati tridimensionali dettagliati sulle foreste e su singoli alberi. Le attività nel consorzio Inest prevedono la creazione di aree sperimentali e lo sviluppo di protocolli per testare tecnologie e algoritmi rafforzando il ruolo strategico della ricerca applicata. Ultimo tassello è la novità del 2025, il progetto Forma, che punta all’utilizzo di droni e robot zoomorfi per raccogliere dati sulle foreste e aggiornare in maniera più accurata gli inventari forestali.

PRYSMIAN E N-SEA PER SICUREZZA CAVI SOTTOMARINI

Prysmian ha firmato un accordo quadro di 7 anni con N-Sea, un’azienda olandese che fornisce soluzioni sottomarine integrate per la manutenzione e le riparazioni dei cavi sottomarini in tempi rapidi. Grazie a questo accordo, Prysmian è l’unico player ad avere una nave totalmente dedicata alle operazioni di ispezione, manutenzione e riparazione, assicurando ai propri clienti una risposta più rapida ed efficace in caso di interruzione di servizio. L’accordo prevede servizi di ingegneria dedicati e un team di giuntisti esperti nell’alta tensione pronti a intervenire. Si garantirà così una maggiore sicurezza energetica, rafforzando la resilienza delle infrastrutture critiche, con interventi di prevenzione, rilevamento, risposta e ripristino.

ENEA: FUSIONE, COMPLETATI ALIMENTATORI BOBINE DEL DTT

Completata con successo una delle fasi fondamentali della costruzione del Dtt, la macchina sperimentale tutta italiana per la ricerca sulla fusione nucleare, in via di realizzazione nel Centro di ricerche Enea di Frascati. Sono stati infatti prodotti e testati i primi componenti del sistema di alimentatori delle 27 bobine che comporranno l’apparecchiatura e serviranno a eliminare gli eventuali rilasci di energia e particelle che potrebbero causare perdite di energia e danneggiare le pareti interne. Il sistema di alimentazione prenderà energia dalla rete elettrica a 20 kiloVolt attraverso un trasformatore ‘personalizzato’. Dopo i test preliminari l’intero sistema sarà assemblato per essere sottoposto ai test di accettazione e consegnato il prossimo ottobre. Dtt è un progetto pilota italiano per produrre energia pulita, sicura e su larga scala con lo stesso meccanismo che alimenta il Sole e le stelle e nasce quale ‘anello’ di collegamento tra i grandi progetti internazionali di fusione nucleare che sono in corso.

ARTE DIGITALE ITALIANA RACCONTA COLLASSO GHIACCIAI

Quaranta monitor realizzati con materiali sostenibili in un sapiente intreccio di dati scientifici per raccontare il drammatico scioglimento dei ghiacciai attraverso arte, digitale e tecnologia: è questa Retreat, l’installazione che, dal 18 al 22 aprile, accoglierà i visitatori della 17a edizione di Art Dubai. A firmarla è l’italiano Jacopo Di Cera, artista digitale che, in occasione della grande esposizione internazionale di Dubai, ha deciso di trasformare le informazioni scientifiche in un’esperienza visiva capace di accendere un cono di luce sulle fragilità del nostro pianeta. I numeri, le misurazioni e i report scientifici vengono narrati attraverso immagini in movimento e sequenze visive ‘scivolando’ da uno all’altro monitor e coinvolgendo il pubblico in un racconto artistico, dove la percezione si intreccia alla consapevolezza. Al centro dell’installazione, il destino del Ghiacciaio della Brenva, una delle formazioni più imponenti del Monte Bianco, che solo negli ultimi vent’anni si è ritirato di 200 metri.

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