L’avvocato di chi prepara la protesta in piazza: “Le famiglie sono disperate”

Il Governo "ha emesso ordini che privano la libertà personale senza garantire e dare gli aiuti di sostentamento a queste persone, che rischiano di morire di fame"
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ROMA – Scendere in piazza per protestare contro “il Governo che non aiuta i poveri”. Violando, con una manifestazione nelle strade, le misure di restrizione imposte dall’emergenza Coronavirus. E’ l’idea di ‘rivolta’ di chi racconta di avere perso lavoro e qualsiasi forma di reddito, e di essere ormai in ginocchio.

Famiglie in estrema difficoltà, in particolare al Sud. Persone che sarebbero pronte a tutto. “Sono migliaia i messaggi che mi sono giunti da tutta Italia per uno ‘sciopero’ contro il Governo- ha detto l’avvocato Luca Di Carlo, che sta raccogliendo le storie di disagio per organizzare la protesta- Ci sono famiglie messe agli ‘arresti domiciliari’ che non possono più lavorare e non hanno nulla da mangiare”.

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“Il Governo- ha continuato il legale- ha emesso ordini che privano la libertà personale senza garantire e dare gli aiuti di sostentamento a queste persone, che rischiano di morire di fame. Di conseguenza, in stato di necessità, si è costretti allo sciopero generale per tutelare il diritto alla vita, che vale anche di fronte a una emergenza sanitaria. Quindi, con un atto d’urgenza, il Governo, come ha privato i cittadini della libertà, ora deve aiutare gli italiani poveri a sopravvivere”.

Di Carlo, conosciuto come ‘L’avvocato del Diavolo’, ha raccontato il contenuto di alcuni dei messaggi che gli sono giunti: “‘Mia figlia piccola mangia solo pane e marmellata, e tra qualche giorno finirà anche questo’. Oppure, ‘La prossima volta che uscirò per procurarmi del cibo sarà senza soldi, perché non ne ho più. Vediamo come farò…’. E ‘io e mia moglie sono tre giorni che non mangiamo, siamo disperati'”.

Ecco, ha concluso il legale, “queste sono famiglie che non hanno più nulla per vivere ma hanno voglia di lottare”.





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