Agricoltura, Unioncamere celebra il meglio degli olii laziali

ROMA - Con 80mila ettari coltivati a olive, quattro
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ROMA – Con 80mila ettari coltivati a olive, quattro Dop e migliaia di aziende produttrici, nel Lazio scorrono fiumi di olio extravergine, e alcuni di altissima qualità, dei veri e propri ‘orii’. I migliori sono stati premiati a Roma, al Tempio di Adriano, con una cerimonia a cui hanno partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura, Carlo Hausmann, e l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, assieme al presidente di Unioncamere Lazio, Lorenzo Tagliavanti, e ad Aldo Mattia, presidente di Agro Camera. La manifestazione è ‘Orii del Lazio – Capolavori del gusto’, concorso promosso da Unioncamere Lazio che quest’anno ha conferito riconoscimenti a 12 etichette regionali proiettandole verso la finale nazionale dell’Ercole Olivario, prevista per il primo aprile.

“Gli 80mila ettari e 4 Dop danno un’idea immediata della rilevanza degli oli extravergine all’interno delle nostre eccellenze agroalimentari- ha detto Tagliavanti- e in un contesto di competizione globale è proprio la differenziazione qualitativa delle produzioni il valore aggiunto che consente alle piccole realtà produttive di operare con successo. L’olio- ha concluso- è uno dei nostri prodotti di punta per l’esportazione e le sfide per il futuro sono a mantenere alta la qualità e creare un nuovo mercato“.



“Quando si parla di olio- ha spiegato Mattia- la nostra è una regione che non ha nulla da invidiare ad altre realtà nazionali in termini di qualità di prodotto, e si tratta di una qualità oggettiva e costante nel tempo come dimostra la serie storica di riconoscimenti ottenuti dalle imprese dei vari territori del Lazio alle finali nazionali dell’Ercole Olivario”.

Alla 24esima edizione di ‘Orii del Lazio’ hanno partecipato 53 aziende per un totale di 60 etichette, testimonianza del positivo momento del settore olivicolo regionale che si affaccia ai mercati esteri, processo in cui sono coinvolte anche le amministrazioni territoriali. “Bisogna agire sui nomi geografici, quindi chiamare l’olio con il nome del territorio che la prodotto- ha spiegato Hausmann parlando delle mosse per consolidare l’extravergine laziale nel mercato interno ed estero- Noi stiamo lavorando per una nuova Igp regionale che si chiamerà ‘Roma’. Questo è molto importante per vincere la sfida sui mercati internazionali. Poi è necessario lavorare sul gusto per avere più originalità dal punto di vista del sapore, questo significa lavorare sulle varietà tradizionali degli oli e anche sui processi di estrazione. Infine- ha detto l’assessore- c’è il racconto del territorio, quindi con comunicare le caratteristiche dei territori dai quali gli oli provengono”.



ROSATI: SOSTEGNO A IMPRESE PER MERCATI INTERNAZIONALI

 “Bisogna cooperare per competere, perché nel Lazio ci sono pochissime grandi aziende, qui c’è una realtà di piccole e medie imprese e hanno bisogno dell’aiuto delle istituzioni per andare nei mercati internazionali. In particolare anglosassoni e asiatici”. Lo ha detto l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, a margine di ‘Orii del Lazio – Capolavori del gusto’, un evento di Unioncamere Lazio dedicato alle migliori aziende produttrici di olio extravergine della regione.

“Poi- ha continuato- ci vuole una comunicazione più forte sul mercato romano, perché troppo spesso il consumatore non conosce le qualità e le proprietà straordinarie dell’olio extravergine d’oliva, e quindi bisogna passare molto per l’educazione nelle scuole. Questo è un grande prodotto locomotiva- ha concluso Rosati- è veramente un’eccellenza diffusa nel Lazio, un patrimonio che tra l’altro consente una difesa straordinaria del territorio: le bellissime colline che spesso vediamo derivano dalla cura maniacale delle aziende dell’olio d’oliva”.

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