Russia, Alfano: “Non si torni a tensioni est-ovest”

ROMA - "Nessuna mente ragionevole può
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ROMA – “Nessuna mente ragionevole può auspicare un rapporto ancora più freddo di oggi tra Est e Ovest, tra Russia e Usa“. Ne è convinto il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano, intervistato dal quotidiano ‘Il Messaggero’ all’indomani dell’incontro bilaterale tra Alfano e il suo omologo Sergei Lavrov.

Secondo Alfano “bisogna augurarsi che il rapporto tra Mosca e Washington si rinsaldi”. A proposito del dossier siriano e libico. Il capo ella Diplomazia spera che allo stesso modo “ci possano essere convergenze che portino frutti per la pace e la sicurezza. In Libia, in particolare, per stabilizzare i flussi migratori”.

Eppure – l’osservazione del quotidiano – l’Europa “accusa Mosca di finanziare gruppi e movimenti che lavorano per lo sfaldamento dell’Unione Europea”. Il ministro Alfano ha quindi spiegato che esistono “risoluzioni dell’Europarlamento e prese di posizione pubbliche”, ma sottolinea che “non ci sono prove al riguardo”. “Ciascun movimento politico- ha aggiunto- deve poter vincere nel proprio Paese con le proprie forze, confidando sempre nella correttezza di relazione tra Paesi, soprattutto se legati da vincoli rilevanti come quello della comune lotta al terrorismo internazionale”.

A proposito della crisi in Ucraina, e delle sanzioni europee contro la Russia, il ministro Alfano ha spiegato: “Abbiamo lavorato per i gasdotti da Mosca in piena guerra fredda e nel periodo del riarmo nucleare, col Muro di Berlino ancora alto. A maggior ragione adesso non transigiamo sui principi, come dimostrano le adesioni dell’Italia alle sanzioni, ma ciò non significa che si debbano interrompere i rapporti”.

Il discorso torna sulla questione libica. Il Cremlino sostiene col generale Haftar a Bengasi. Sul punto, ha chiarito il ministro, “Lavrov mi ha ribadito che la Russia non offre un appoggio esclusivo al generale Haftar, anzi porta avanti una politica inclusiva. A nome dell’Italia ho ribadito che la Libia è una e non distinta tra Est e Ovest. Noi crediamo nell’unico popolo, unico Stato e nel riconoscimento del governo legittimo di Al-Sarraj. Poi anche nel coinvolgimento di Haftar e nell’inclusione di tutte le parti libiche ma sempre nella cornice del legittimo governo libico”. In quel Paese “la pace la possono fare solo i  libici, non può essere imposta dall’esterno. Noi favoriamo ogni formato per facilitare il compito di chi vuole stabilità e pace”.

Infine, su Medio Oriente e Siria “ho ribadito che il processo di pace di Astana (voluto dalla Russia, ndr) è una strada efficace per ottenere il cessate il fuoco, per quanto fragile. Ma non può essere il luogo nel quale si risolve tutta la questione politica della Siria. Sosteniamo gli sforzi dell’inviato dell’Onu, Staffan de Mistura, a Ginevra. Pensiamo che il destino del popolo siriano lo debbano decidere i siriani, a conclusione di un processo di inclusione politica il più largo possibile e al termine di una vicenda da concludersi con regolari elezioni. L’Europa- la conclusione di Angelino Alfano- ha un ruolo da giocare, in linea con i suoi valori e la sua storia, soprattutto quando verrà il momento della ricostruzione, non mentre ancora c’è il frastuono delle bombe”.

Resta tuttavia la minaccia dello Stato islamico che, quando sarà sconfitto, “Sarà un evento molto importante sul piano militare”, ma per Alfano “potrebbe non essere sufficiente. Non possiamo abbassare la guardia: il rischio che le milizie si camuffino in forma anche di criminalità organizzata è sempre dietro l’angolo“.

L’intervista si chiude sul tema dei rapporti economici tra Italia e Russia: “È presente in Russia una comunità di imprenditori italiani che vuole restare in Russia e incrementare gli investimenti- ha detto il ministro Alfano- Resta aperta la questione strategica dell’energia e altre che riguardano le infrastrutture del Paese a partire dall’alta velocità ferroviaria”.

di Alessandra Fabbretti

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