NEWS:

“Sì, ma senza impegno”: così Roma perde i Mondiali di atletica del 2027

Il governo non ha trovato 85 milioni di euro da garantire a World Athletics. Sfuma così la candidatura

Pubblicato:28-02-2024 12:29
Ultimo aggiornamento:28-02-2024 12:47

andrea abodi
FacebookLinkedInXEmailWhatsApp

ROMA – Servivano 85 milioni di euro. Ma la copertura economica è rimasta sospesa tra le dichiarazioni di buona volontà, la burocrazia istituzionale e i conti fatti senza l’oste. Roma non avrà i Mondiali di atletica del 2027. Squalificata per farsa partenza: candidatura sfumata, addio. Con una lettera trasmessa al presidente di World Athletics, Sebastian Coe, e in copia al chairman della Commissione di valutazione, il finlandese Antti Pihlakoski, la Federazione italiana di atletica ha mestamente comunicato il ritiro.

La decisione, spiega la Fidal, è “conseguente alla presa d’atto dell’assenza dei requisiti minimi per partecipare al confronto, il cui atto finale – la decisione della sede del Mondiale – avverrà con ogni probabilità quest’oggi”. Il riferimento è, come detto, alla mancata garanzia finanziaria del Governo. Una vicenda che ricorda, con le dovute proporzioni e i distinguo del caso, il “no” alla candidatura Olimpica della Capitale per i Giochi che quest’anno si terranno a Parigi.

Eppure le condizioni, il contesto, sembravano favorevoli. Mei aveva ribadito l’intenzione di provarci. Tanto che a novembre nella Capitale era sbarcata la Commissione per “site visit”, e il Ministro per lo Sport Andrea Abodi (che nel frattempo deve anche gestire la partita degli stadi fatiscenti per gli Europei di calcio del 2032) s’era speso sul progetto parlando di “sfida avvincente e stimolante, certamente non semplice, ma che potrebbe essere possibile grazie alla sinergia istituzionale toccata con mano in queste settimane”.


La parola chiave è “sinergia istituzionale”, appunto. Serviva dal Governo una lettera di garanzia richiesta da World Athletics per la copertura economica. La scadenza era fissata al 23 febbraio. Il giorno prima Abodi rilascia un comunicato, in cui parla della “necessità di un ulteriore passaggio parlamentare al fine di addivenire alla formalizzazione di tutte le garanzie finanziarie richieste dalla World Athletics, trattandosi di un grande evento per il quale i costi finora stimati ammontano a circa 130 milioni di euro”. E chiude così: “In assenza di una specifica autorizzazione normativa, la formalizzazione di tutti gli impegni di spesa richiesti non è stata tecnicamente possibile”.

Il 23, il giorno dell’ufficializzazione delle candidature, la Fidal presenta comunque a World Athetics il dossier, alla presenza di Malagò e con contributo video di Abodi a sostegno. Ma il 24 la stessa federazione formalizza, in una nota, che “la lettera di garanzia trasmessa dal Governo non recepisce tutte le indicazioni di World Athletics e non esprime la copertura dell’intervento economico descritto nel budget“. Insomma, è finita. La grande atletica correrà altrove.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it