Dj Fabo, Saviano ai politici: “Ora tornerete alle vostre e alle altrui scissioni”

ROMA - "Marco Cappato andrà dai Carabinieri ad autodenunciarsi per aver
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ROMA – “Marco Cappato andrà dai Carabinieri ad autodenunciarsi per aver aiutato Fabo a suicidarsi. Lo Stato dovrà processarlo, ci auguriamo che lo faccia, Cappato stesso si augura di essere processato, perché solo in questo modo sarà possibile ottenere una discussione sul fine vita in una sede istituzionale: l’aula di un tribunale”. Lo scrive su facebook Roberto Saviano.

Fabo, immobile e cieco, ha visto molto più lontano, signori politici, di quanto non riuscirete mai a fare voi. Voi che domani, passato il cordoglio e finita ogni pietà, tornerete alle vostre e alle altrui scissioni. E la politica, la solita politica, tace e quando parla fa rimpiangere il silenzio”, aggiunge Saviano.

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Lo scrittore partenopeo attacca poi “due voci su tutte. Due voci che lasciano sgomenti e le cui risposte mi hanno molto deluso. Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, dice che il M5S è pronto a votare una legge sul fine vita ma che a proporre la discussione in Aula non ci pensano nemmeno, perché il Parlamento ormai non esiste più. In Parlamento, dice Di Maio, si sta solo aspettando settembre per la pensione e le prossime elezioni per assicurarsi la poltrona. E poi Andrea Orlando, ministro della Giustizia, candidato alla segreteria del Pd: ‘Una discussione si può fare quando il cordoglio e la pietà saranno scese su questa vicenda’”.

“Ma perché queste risposte?- si domanda- Una discussione si deve fare ora. Ora che c’è cordoglio e pietà. Ora che c’è attenzione ed empatia, ora che l’Italia ha visto il dolore di un giovane uomo costretto ad andare via dal suo Paese per morire con dignità. Orlando e Di Maio spero ritrattino quanto hanno detto perché il cordoglio e la pietà, l’attenzione e l’empatia sono le nostre, voi dimostratevi professionisti e discutete di eutanasia in Parlamento”.

“Non esiste sentirci rispondere che il Parlamento non lavora più– sottolinea Saviano-. Non esiste sentirci rispondere che non si può parlare di fine vita ora che gli animi sono scossi. Non avete perso un figlio, un amico o un compagno, ma avete assistito, immobili, al compiersi di un’ingiustizia troppo grande e della quale siete responsabili, perché possiate dirvi rattristati”.

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