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Cento locali simulano la morte sui social con l’hashtag #ultimoconcerto

locomotiv bologna
KeepOn Live, Arci e Assomusica, in collaborazione con Live Dma hanno promosso una campagna di sensibilizzazione per i club, che hanno pubblicato una foto dell'esterno del locale chiuso, accompagnata dal logo e da due date: l'anno di apertura e il 2021, come presagio di un possibile anno di chiusura
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BOLOGNA – Un’immagine con un grande punto interrogativo e una domanda più che eloquente: qual è stato l’ultimo concerto al quale hai partecipato prima che scoppiasse la pandemia? E in quale locale è stato? Questa mattina alle 11 in punto, le bacheche social di circa un centinaio di club in tutta Italia hanno pubblicato una foto dell’esterno del locale chiuso, accompagnata dal logo e da due date: l’anno di apertura e il 2021, come presagio di un possibile anno di chiusura. Il senso è la diffusione della campagna di sensibilizzazione ‘L’ultimo concerto?’, promossa da KeepOn Live, Arci e Assomusica, in collaborazione con Live Dma.

locali protesta

In poche ore, moltissimi utenti hanno iniziato a rispondere con l’hashtag #ultimoconcerto alla domanda posta dai loro locali preferiti, scrivendo date e allegando le foto dell’ultimo concerto al quale hanno partecipato prima che il coronavirus bloccasse ogni tipo di evento dal vivo. Con la speranza che non fosse l’ultimo per davvero, molti utenti infatti hanno aggiunto anche messaggi di speranza per un’imminente riapertura. La campagna social, inizialmente molto misteriosa considerato che i locali hanno solo pubblicato la foto senza scrivere molto altro, si è svelata al pubblico piano piano. Lo scopo, spiegano gli organizzatori, è “portare a riflettere sulla condizione in cui si trovano i live club e le sale concerto. Attualmente, nonostante il ruolo enorme che questi spazi hanno in termini di creazione, promozione e diffusione di cultura, e il loro indiscutibile valore sociale, si può dire che siano stati pressoché ignorati dai numerosi decreti susseguitisi in questi mesi”. Per i locali infatti, il Governo ha spesso citato nei provvedimenti “cinema e teatro di spettacolo, ma non ha dedicato la dovuta attenzione a queste realtà che rischiano di scomparire”.

Parte così un’azione d’impatto, seppur simbolica e, per ora, soltanto virtuale. Tra i locali aderenti spicca la presenza di quelli affiliati all’Arci: 30 i circoli che aderiscono a ‘L’ultimo concerto’, “un numero destinato a crescere nei prossimi giorni. Alcuni sono punti di riferimento storici per intere generazioni, altri sono nati di recente: rappresentano i centri di aggregazione per grandi eventi o piccoli spazi che danno vita alla socialità locale”, spiega Carlo Tetsini, referente di Arci. A Bologna, per ora hanno risposto all’iniziativa l’Estragon, il Mercato Sonato, il Binario 69, Cantina Bentivoglio e il Locomotiv club. In Emilia-Romagna il numero sale a 27, compresi i locali bolognesi.

Intanto, domenica sera anche i due bolognesissimi Lodo Guenzi de Lo stato sociale e Nicola Borghesi, attore e co-fondatore della compagnia Kepler-452, si chiederanno “come andrà a finire?”, in video-racconto per la Fondazione dal Monte di Bologna e Ravenna. Guenzi e Borghesi, amici da quando hanno 11 anni, ripercorreranno insieme alcuni momenti della loro carriera, raccontando anche agli spettatori della rassegna ‘Il giorno che verrà’ gli aspetti più complicati del mestiere di artista. Il video, registrato all’oratorio San Filippo Neri, sarà disponibile online dalle 10 di domenica.

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