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Lo sfogo del climatologo Mercalli: “Costa è competente ma non ha potere”

climatologo Luca Mercalli
Lo scienziato ha spiegato che ogni anno Ispra redige un rapporto di allarme, che dal ministero dell'Ambiente passa al Parlamento e poi "finisce sotto le mattonelle, per precisa volontà politica"
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BOLOGNA – I vari allarmi lanciati dagli scienziati sui rischi causati da consumo di suolo, alluvioni e cambiamenti climatici non vengono ascoltati. Eppure “il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, conosce molto bene questi problemi. Quindi non è una mancanza di competenza di un uomo di Governo: è una mancanza di potere“. E così anche la legge sul clima e contro il consumo di suolo non fa passi avanti. A dirlo è il climatologo Luca Mercalli, nel corso del suo intervento ieri sera all’incontro online organizzato dal movimento Volt a Bologna sui temi del consumo di suolo e dei cambiamenti climatici. “Ogni anno come Ispra redigiamo un completo rapporto sul consumo di suolo- sottolinea Mercalli- ed è un rapporto di allarme, senza mezzi termini. Quindi non è un problema di mancata conoscenza. Questo rapporto poi dal ministero dell’Ambiente passa al Parlamento e a questo punto finisce sotto le mattonelle, per precisa volontà politica“, punta il dito il climatologo. Quindi, aggiunge, “da un lato speriamo sempre di avere leader un po’ più competenti e illuminati, ma se non hanno il sostegno della società civile possono anche riuscire a non far nulla”.

“IL MINISTRO PREFERISCE FARE COSE PIÙ FACILI E NON ESPORSI”

Da questo punto di vista, afferma Mercalli, “il ministro Costa conosce molto bene questi problemi. Non è una mancanza di competenza di un uomo di Governo, è una mancanza di potere. Perché il ministro dell’Ambiente in Italia conta piuttosto poco e quindi, per barcamenarsi in un Governo così fragile, sceglie di fare altre cose, magari più facili, e non esporsi con una battaglia difficilissima per far approvare la legge contro il consumo di suolo, che è già fallita una volta”.

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Mercalli quindi si sfoga. “Le cose sono scientificamente assodate, autorevoli e scritte in ogni pubblicazione- sottolinea il climatologo- ma finora siamo stati profondamente inefficaci, non ce l’abbiamo fatta. Quando si trasmette qualcosa, però, serve anche una stazione ricevente. Qualche volta si sono parlate lingue diverse, e quindi la comunità scientifica è stata snobbata dalla società civile”. Ma sul clima e il consumo di suolo, rivendica Mercalli, “altro che astrusi: abbiamo parlato molto chiaro. Eppure non c’è uno che ci abbia ascoltati. Quindi c’è una patologia nella società. Ascoltiamo Renzi, che non ha un cazzo da dire al mondo ed è un ignorante, e non ascoltiamo gli scienziati”.

Secondo il climatologo, quindi, è ora che i giovani tornino ad alzare la voce. “Serve una forza d’urto rilevante– afferma- altrimenti siamo sempre i soliti quattro gatti. I giovani scendano in piazza, a milioni, si incatenino davanti ai municipi e ai Parlamenti. Insorgete. Altrimenti mentre continuiamo a parlare, esauriamo le forze per la frustrazione”, conclude Mercalli.

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