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Vaccino, Fondazione Gimbe: “In Lombardia più dosi a non sanitari”

vaccino
L'ordine dei medici protesta: preoccupa la possibilita' che tra questi ci siano persone che accedono alle dosi senza averne diritto
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Di Maria Laura Iazzetti

MILANO – In Lombardia la maggior parte delle vaccinazioni hanno riguardato personale non sanitario. A certificarlo e’ la Fondazione Gimbe nel consueto report settimanale.

Elaborando i dati del ministero della Salute, la Fondazione rivela che a ricevere la somministrazione e’ stato il 51% dei non sanitari, contro il 40% dei sanitari. E’ il dato piu’ alto di tutta Italia. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, e’ stato vaccinato solo il 17% del personale non sanitario.

Per Filippo Anelli, presidente di Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici) “e’ una cosa incomprensibile su cui sara’ necessario fare delle verifiche”. Lo ha dichiarato intervenendo questa mattina su Radio 24. Tra il personale non sanitario rientra chi, pur non essendo medico o infermiere, lavora in ospedale oppure nelle Ats del territorio. Preoccupa, pero’, la possibilita’ che tra questi ci siano anche parenti, amici o colleghi che accedono alle dosi senza averne realmente diritto.

Alcune denunce sono gia’ state sollevate in diverse regioni italiane. I cosiddetti “furbetti del vaccino” secondo Anelli potevano essere evitati “organizzando delle liste di riserva per consentire di utilizzare in maniera corretta le dosi di vaccino per coloro che non si sono presentati”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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