Resa dei conti stasera all’assemblea dei parlamentari M5s, tra rischi scissione e alleanza con i dem

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'agenia di stampa Dire, per Direoggi
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ROMA – Sarà una riunione di fuoco e… fiamme. Stasera si riuniscono tutti i parlamentari grillini per fare il punto sulla situazione politica dopo la disfatta elettorale di domenica scorsa in Emilia-Romagna e Calabria. Colpa di Di Maio, che ha abbandonato la nave pochi giorni prima della battaglia mettendosi alla ricerca della ‘terza via’? Colpa di chi, ripensando al ‘come eravamo’, cerca di spostare indietro le lancette di un tempo che scorre avanti e sempre più veloce?

Le diverse anime del Movimento, facile previsione, si accuseranno a vicenda, voleranno stracci e maleparole. Alla fine, comunque, bisognerà tornare a discutere sulla domanda del secolo: che fare? Che fare col Pd? Che fare in vista delle prossime regionali di primavera in sei regioni chiave del Paese?

Prendendo amaramente atto di quanto emerso dai risultati elettorali: piaccia o non piaccia, alla fine, si contrappongono due poli al momento ‘guidati’ da Lega e Dem; il leader leghista è uscito ‘azzoppato’ dal voto e dovrà scendere a patti con i suoi alleati, Berlusconi e Meloni, che non vedono l’ora di ridimensionare i ‘pieni poteri’ a cui mira; il Pd, lo si voglia o no, è la sola forza politica che può contrastare un centrodestra che unito, stando ai numeri e ai sondaggi, può far man bassa ovunque.

Alla fine, dopo le urla, ragionevolmente si dovrà parlare di come arrivare all’alleanza con il Pd di Nicola Zingaretti e ora anche di Stefano Bonaccini. Non sarà un passaggio indolore, una scissione dei ‘nostalgici’ del tempo che fu è assai probabile.

“Ma se il Movimento dovrà rinascere in una nuova prospettiva- dice un ‘grillino’ altolocato- allora il passaggio dovrà essere necessariamente traumatico, altrimenti suonerà falso”.

Ecco, proprio in vista delle prossime regionali, la possibilità di un’alleanza in Campania, con il passo di lato del Governatore uscente De Luca a favore del ministro Costa in quota M5S. Per De Luca, subito dopo, grazie a un mini rimpasto, ci potrebbe essere un posto nel Governo Conte.

Per quanto riguarda invece la questione interna di trovare un capo delegazione dei ministri ‘grillini’, corrono in tre: Spadafora, Patuanelli e Bonafede. Sarà un incarico che attirerà sempre contestazioni, quindi alla fine, rivela un esponente del Movimento, “è assai probabile che tocchi al ministro Bonafede, che in questa fase per forza deve trattare con tutti per far passare la sua riforma”.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 28 GENNAIO 2020

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28 Gennaio 2020
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