Acqua, scontro sul Nilo: l’Egitto si appella alla Banca Mondiale contro l’Etiopia

ROMA - L'Egitto ha chiesto la mediazione della Banca mondiale
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ROMA – L’Egitto ha chiesto la mediazione della Banca mondiale per risolvere il suo contenzioso con l’Etiopia sull’utilizzo delle acque del Nilo.

Secondo il ministro degli Esteri del Cairo, Sameh Shoukry, l’istituto con sede a Washington e’ un organismo “neutrale” e per questo adatto a favorire un compromesso. All’origine dello scontro politico-diplomatico, emerso gia’ nel 2011, c’e’ la costruzione lungo il Nilo Azzurro della Grande diga della rinascita etiopica. Il progetto, di un valore di quattro miliardi di dollari, dovrebbe permettere a regime di generare fino a 6000 megawatt di energia.

Addis Abeba sostiene che l’impianto consentirebbe di far fronte a un deficit di energia che a oggi colpisce 60 milioni di etiopici. Il Cairo evidenzia invece il rischio di una riduzione della sua quota di acqua del Nilo, stimata a oggi in 56 miliardi di metri cubi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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