Elezioni in Liberia, c’è l’ok degli osservatori: l’ex Milan George Weah sfida il vicepresidente

ROMA - Un voto pacifico, che si
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ROMA – Un voto pacifico, che si e’ svolto senza incidenti e nel rispetto delle regole: questo il giudizio sul ballottaggio delle elezioni presidenziali in Liberia condiviso da ong locali e osservatori internazionali, sia africani che europei. Ieri oltre due milioni di aventi diritto erano chiamati a scegliere tra l’ex calciatore George Weah e il vice-capo di Stato Joseph Boakai.

A esprimere un giudizio positivo sulle operazioni di voto sono stati tra gli altri la rete di ong Liberia Elections Observation Network (Leon) e la missione di osservazione dell’Ue. Secondo l’eurodeputata Maria Arena, a capo della delegazione comunitaria a Monrovia, il voto si e’ tenuto “nel rispetto del processo elettorale”.

I risultati dello scrutinio dovrebbero essere diffusi nei prossimi giorni. Al primo turno era risultato in testa Weah, 51 anni, ex stella del Milan e del Paris Saint Germain, a oggi l’unico africano a conquistare il Pallone d’oro.

La Liberia e’ stata ostaggio di un conflitto civile tra il 1989 e il 2003. Dal 2005 il Paese e’ stato guidato da Ellen Johnson Sirleaf, premio Nobel per la pace che lascia ora nel rispetto del divieto costituzionale di restare in carica per piu’ di due mandati.

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