KENYA. MARY, ESTHER E LE ALTRE DONNE: FINALMENTE LIBERE
Donne, che sono spesso capofamiglia. Responsabili in tutto e per tutto dei figli e di un futuro da costruire. Siamo nel distretto di Laikipia, nel cuore del Kenya. Mary Nyakio è madre di due bambine, vende panini in un chiosco di strada e ora sente davvero di potercela fare. Ha due piccoli anche Esther Muthoni, che in una bottega prepara tè e merende. “Ho ricevuto”, racconta, “sei pacchi di farina, tre litri di olio, cinque chili di zucchero e 12 tazze per il tè”. Soprattutto, come Mary e come altre donne, Esther è stata formata per avviare un’attività in proprio. Alcune delle sue colleghe sono state in passato vittime di violenza domestica e il nuovo impiego è allora un po’ una rinascita. Ad aiutare è ‘Jaza Kikapu’, in lingua swahili “Riempi il cesto”, un’iniziativa di sostegno economico e sociale. A promuoverla è l’organizzazione keniana Saint Martin. L’obiettivo è aiutare 200 famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, in un distretto dove quasi una famiglia su tre è guidata in tutto e per tutto da donne. “Quando cambiamo la vita di una donna”, sottolinea Diana Njenga, operatrice di Saint Martin, “cambiamo la vita di una famiglia intera”. Nel distretto di Laikipia è decisivo il sostegno dall’Italia, con la onlus Fondazione Fontana e grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica: una semplice firma per dire “basta” alla violenza e “sì” all’indipendenza.
CIBO. ‘LO SPORT NUTRE LA SPERANZA’, AL VIA LA CAMPAGNA GLOBALE
“Anche quando ti mangi un gol, c’è qualcuno che mangerà. E quando salti un ostacolo, qualcuno che non salterà un pasto”. “Lo sport nutre la speranza” è lo slogan scelto per una campagna promossa dalla Focsiv, la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana, e dal Centro sportivo italiano. L’obiettivo, in collaborazione con la Fao, è sostenere 58 progetti contro la malnutrizione in 26 Paesi del mondo svantaggiati. Manifestazioni e incontri sportivi, è stato evidenziato a Roma, durante la presentazione della campagna nella sede della Fao, saranno occasione per mobilitare risorse e solidarietà. Ricordando le parole di Nelson Mandela, eroe della lotta contro l’apartheid in Sudafrica: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”.
LIBANO. LA VISITA DI LEONE XIV PER ILLUMINARE LE SFIDE SOCIALI
Partenze e arrivi, dal Libano all’Italia e dall’Italia al Libano. Nei giorni del viaggio apostolico di papa Leone XIV nel Paese del Medio Oriente, dal 30 novembre al 2 dicembre, si parla di Libano anche in Italia. L’occasione è un incontro promosso dalla fondazione Punto Missione, con padre Elie Massaad, libanese di nascita, carmelitano scalzo della comunità di Adro, in provincia di Brescia. Ci si confronta su una situazione che resta complessa, come conferma la denuncia in Libano di 250 associazioni impegnate nel sociale, anche cristiane, druse o musulmane: a Beirut, nei loro confronti, lo Stato ha debiti per ormai 127 milioni di euro. Secondo la fondazione L’Oeuvre d’Orient, il rischio è “rimettere in discussione l’accesso gratuito alle cure e all’istruzione per tanti libanesi, così come l’assistenza a orfani e persone con disabilità”.
SOCIALE. LA PRESIDENTE DI RODIL: TUTTE LE DIASPORE PORTANO A ROMA
Diventa sempre più estesa e rappresentativa la Rete delle organizzazioni della diaspora nel Lazio, nota anche con l’acronimo Rodil. In poco tempo si è passati infatti dalle otto associazioni fondatrici a 14: si va da Assomoldave, che ha radici in Moldavia, a Filipino Women’s Council, che crea ponti con le Filippine. E di ponti parla la presidente della Rete, Céline Ndong, origini in Gabon e nelle Antille francesi, una vita in Italia, da volontaria per il sociale e la cooperazione internazionale: “Le diaspore possono partecipare ed essere attori dello sviluppo economico qui nel Paese dove viviamo ma anche verso il nostro Paese di origine. Ed è bello che la Rete sia composta da associazioni con radici in cinque continenti, in Africa, America Latina, Europa e non solo”.







