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Chi sono i nuovi milionari ‘cripto’ che stanno colonizzando lo sport

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di Simone Stellato e Giovanni Perrone 

ROMA – Avete mai notato i nuovi sponsor sulle maglie della Lazio o della Roma? O i banner con la scritta Crypto.com durante le pause VAR o sulla Goal Line Technology in Serie A? Recentemente sono tantissime le partnership stipulate con progetti di criptovalute da numerose squadre e federazioni sportive – non solo calcistiche – in tutto il mondo.
   

In Italia la prima apparizione sui nostri schermi di Crypto.Com – una delle più grandi piattaforme mondiali dove è possibile scambiare ed acquistare criptovalute – è stata in occasione dell’ultima edizione della finale di Coppa Italia. All’inizio dell’attuale stagione la partnership si è estesa a tutta la Serie A e i suoi banner e tag si possono notare in televisione in ogni partita durante i check del VAR o della GLT. Nelle scorse settimane invece, la Lazio e Binance – un’altra di queste grandi piattaforme di “exchange” di criptovalute – hanno stretto un accordo triennale: Binance è già diventato il principale sponsor della Lazio e si occuperà della distribuzione del Fan Token della squadra biancoceleste. Con questo nuovo token gli utenti possono influenzare le decisioni del club attraverso diritti di voto esclusivi, accedere a oggetti da collezione digitali e NFT e godere di esperienze di vita reale legate sempre alla Lazio. Anche sulla maglia dell’Inter compare la dicitura “Fan Token”, in questo caso distribuito dalla piattaforma Socios. Per i proprietari del token qui è possibile accedere a diritti di voto su sondaggi, a premi VIP, promozioni esclusive, funzionalità abilitate, partecipare a giochi e concorsi sull’app mobile di Socios. Il Fan Token è un vero e proprio trend: si pensi che addirittura Messi, in forza al Paris Saint Germain, riceverà parte del suo stipendio multimilionario direttamente in Fan Token del PSG. Oltre a Lazio e Inter poi, anche altre squadre della massima serie italiana hanno deciso di legare il loro nome a progetti di criptovalute. Sulla maglia della Roma per esempio compare un altro nome legato all’ecosistema cripto, Digital Bits, che ha sostituito addirittura uno sponsor della portata di Qatar Airways. Notizia di questi giorni è poi la partnership del Napoli con Floki Inu, criptovaluta “meme” nata quasi pe scherzo sulla scia del ben più noto Dogecoin. Il logo di Floki apparirà sul retro della maglia della squadra partenopea e su cartelli a LED nello stadio di casa del Napoli per il resto della stagione in corso.

La lezione di marketing è piuttosto lineare: il pubblico raggiunto dalle aziende attraverso le loro sponsorizzazioni, oltre ad essere variegato, deve essere il più vasto possibile. Ecco perché lo sport – messo in ginocchio dalla pandemia e bisognoso più che mai di sponsorizzazioni milionarie – diventa un veicolo fondamentale per trasmettere i messaggi delle aziende cripto. Le aziende hanno interesse nel dimostrarsi interlocutori affidabili, scacciando timori e sospetti sul mondo delle criptovalute. Ecco perché l’Italia è solo la punta dell’iceberg di questa nuova tendenza. L’exchange Crypto.com in particolare si è distinto per la sua aggressiva campagna di marketing che non accenna a fermarsi e sembra alzare l’asticella ad ogni annuncio. Oltre ad una partnership di 30 milioni di euro con il Paris Saint Germain, l’ultimo rivoluzionario accordo nel mondo dello sport che ha fatto il giro del mondo riguarda lo Staples Center di Los Angeles – casa del basket per i Los Angeles Lakers e i Clippers – che dal 25 dicembre di quest’anno si chiamerà Crypto.com Arena. Diritti dalla durata ventennale per il modico costo di 700 milioni di dollari. Crypto.com si è lanciato poi nel mondo della Formula 1: la piattaforma offrirà gli NFT riguardanti il mondo delle vetture e il suo logo apparirà a bordopista durante le gare in quello che è un accordo quinquennale costato altri 100 milioni di euro. Sono poi 175 i milioni versati da Crypto.com nelle tasche della UFC, la principale organizzazione al mondo di arti marziali miste. La partnership storica permetterà all’exchange di comparire sull’abbigliamento e sui kit da combattimento degli atleti.

Infine, oltre al mondo dello sport, Crypto.com non è rimasto alla finestra nemmeno per il settore più in espansione degli ultimi anni, quello del gaming. Ecco spiegata la partnership con Twitch (in particolare con Twitch Rivals), piattaforma streaming di Amazon che ogni mese riceve centinaia di milioni di visitatori. A ben vedere Crypto.com sembra direzionarsi verso un settore specifico del gaming, quello degli e-Sports, ovvero tutte quelle competizioni di videogiochi dal livello competitivo. In questo contesto si inserisce anche la partnership con FNC attraverso i 15 milioni che confluiranno nelle tasche di quello che è uno dei brand eSports di più successo al mondo. Sembra evidente come Crypto.com abbia colto l’opportunità, comprendendo il fatto che gaming e criptovalute rappresentano due settori inscindibili che vanno di pari passo.
   

Queste aggressive e dirompenti campagne di marketing non accennano a finire e, anzi, sembra proprio che alla crescita della popolarità e dei guadagni legati alle criptovalute corrispondano sponsorizzazioni e partnership sempre più importanti e più costose. Che sia soltanto l’inizio dell’invasione delle criptovalute per quella che sarà poi l’adozione di massa? 

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