Egitto, Montevecchi (M5s): “Audire in Senato l’ambasciatore a Roma”

L'esponente della commissione Diritti parla alla Dire delle iniziative per Patrick Zaki: "Ora la situazione ha assunto toni drammatici"
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ROMA – “La situazione dei diritti umani in Egitto preoccupa. Le ultime notizie rivelano un atteggiamento intimidatorio nei confronti dei difensori dei diritti umani. Per questo in Commissione diritti umani del Senato mi sono attivata subito proponendo nuove iniziative, tra cui quella di convocare in audizione l’ambasciatore egiziano a Roma”. Michela Montevecchi è parlamentare del Movimento 5 stelle e membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Per l’agenzia Dire commenta i passi intrapresi all’indomani del rinnovo della detenzione di 45 giorni per Patrick Zaki, seguito da un’ondata di arresti tra i dirigenti dell’ong per la quale il ricercatore collaborava, Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), che vanta 18 anni di esperienza nel settore.

“Sono bolognese e la vicenda di Patrick, iscritto a un master della nostra università, mi ha fatto sentire coinvolta da vicino” dice la senatrice. “Ora la situazione ha assunto toni drammatici”. Montevecchi è pronta ad audire l’ambasciatore Hashim Badr, sebbene questi abbia ripetutamente rifiutato di ricevere la petizione per il rilascio di Zaki presentata da Amnesty international: “Anche alla luce di rapporti articolati tra Italia ed Egitto, non possiamo restare fermi”. Montevecchi nota che ormai “gli appelli al Cairo hanno raggiunto dimensione globale: le Nazioni Unite e l’Unione Europea hanno espresso preoccupazione, mentre centinaia di parlamentari americani ed europei hanno scritto al governo egiziano. Anche i ministri degli Esteri hanno di recente interpellato il loro omologo egiziano”. Accanto a queste iniziative, Montevecchi incoraggia la convocazione “a livello europeo dei rispettivi ambasciatori egiziani”. Nell’intervista con la Dire, non esclude la possibilità di audire in Commissione anche l’ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, tra i delegati delle ambasciate europee che hanno partecipato a un incontro con i responsabili di Eipr prima dell’arresto del direttore generale e di altri due dirigenti dell’ong. “Lo abbiamo invitato mesi fa” dice la senatrice. “Nulla vieta di invitarlo nuovamente per avere aggiornamenti sulla scorta dei fatti recenti“. Montevecchi non esclude una possibile collaborazione con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. “La vicenda di Giulio e quella di Patrick presentano similitudini, ma anche differenze” dice. “Il fatto che il primo sia un cittadino italiano e il secondo egiziano implica strumenti legali diversi. Ciononostante resta in primo piano la tutela dei diritti umani nonché dei difensori dei diritti umani. Paesi come l’Italia non possono dimenticarla e sono chiamati a monitorare e a impegnarsi”. Secondo la senatrice, “si potrebbe valutare di mettere a disposizione dei difensori dei diritti umani l’ambasciata italiana al Cairo o degli altri Paesi europei”.

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