Covid. De Micheli propone la scuola di domenica, Fdi insorge: “Giorno dedicato alla famiglia”

Per la regolazione dei flussi di ingresso a scuola e lavoro la ministra De Micheli propone di "rompere ogni tabù"
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MILANO – “Le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle. Vediamo a che punto stanno, il 9 dicembre, i contagi”. Lo ha detto a Repubblica la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli.

In merito al fatto che le scuole sono state chiuse il 4 novembre per le infezioni in crescita ma anche perche’, dall’avvio dell’anno scolastico, treni, metro e bus erano stipati e pericolosi, la ministra ha precisato che “nessuno mi ha portato uno studio che dimostri che i trasporti sono la principale ragione della crescita della curva. Ho sentito troppi scienziati parlare a braccio, in questo periodo. Poiche’ la politica, pero’, non si muove solo per scienza esatta, ma anche per rassicurare i cittadini, vi dico che le Regioni -ha spiegato- hanno messo a disposizione quasi diecimila bus aggiuntivi in tutto il Paese con le risorse assegnate dal Governo. Sono pronti a scendere in strada, alcune citta’ hanno gia’ codificato le corse in piu’ da fare”.

“Quasi tutte le citta’ metropolitane- però- non sono nelle condizioni di ospitare numeri cosi’ alti di nuovi mezzi pubblici“. E quindi, visto che non sono sufficienti neppure diecimila bus in piu’, un trasporto a prova di contagio si ottiene “con lo scaglionamento degli ingressi e delle uscite da scuola“.

Oggi, spiega la De Micheli, lo scaglionamento c’e’, ma prevede, al massimo, ingressi sfalsati dalle 8h00 alle 9h00: “largamente insufficienti. Tra le 7h00 e le 9h00 di ogni mattina la metropolitana e gli autobus sono pieni, per poi viaggiare semivuoti dopo le 9h15. Dobbiamo spalmare l’entrata e l’uscita degli studenti sulle prime dodici ore della giornata, dalle 8h00 alle 20h00″.

Bisogna distanziare gli ingressi nell’arco della giornata e allungare il servizio anche nel weekend: “certo, siamo in emergenza e credo sia necessario fare lezioni in presenza anche il sabato”. Quanto alla domenica, “sono decisioni che vanno condivise con tutto il governo, ma, dicevamo, siamo in emergenza e bisogna far cadere ogni tabu’. Ce lo chiedono diverse Regioni. Anche gli orari delle attivita’ produttive dovranno essere cambiati, cadenzati”.

FDI STRONCA DE MICHELI: DOMENICA È DEDICATA ALLA FAMIGLIA

Fratelli d’Italia stronca la proposta di fare lezioni anche la domenica avanzata dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli. “Il ministro De Micheli avrebbe gia’ tanto da fare ad occuparsi delle strade e dei ponti fatiscenti e non capiamo proprio dove trovi il tempo per far crollare la scuola italiana proponendo la follia di far andare in classe gli studenti la domenica, la domenica giorno dedicato alla famiglia e agli affetti”, tuona il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, piacentino come il ministro.

“Forse- azzarda Tagliaferri- De Micheli confonde la scuola con la catena di montaggio. Il tema non e’ dilatare i giorni di scuola, ma trovare soluzioni che permettano di riprendere al piu’ presto le lezioni in presenza perche’ lo chiedono gli studenti, gli insegnanti, le famiglie e gli esperti pedagogisti e psicologi, per salvare la formazione e la vita dei nostri ragazzi”.

Tagliaferri chiede ora alla Regione di sapere “quali azioni siano state messe in campo per la pianificazione e l’attuazione di tutte le misure necessarie alla ripresa in sicurezza della didattica in presenza nelle scuole, ovvero in materia di azioni per il potenziamento del tpl con anticipo di risorse per l’utilizzo di mezzi privati e alternativi, di destinazione di personale sanitario come presidio scolastico Sars-Cov-2 nelle scuole per la gestione dei protocolli sanitari in coordinamento con il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria delle Ats, di attivita’ di tracciamento per studenti e personale scolastico -anche con test rapidi- e di implementazione di un piano coordinato dei tempi sui territori per la gestione complessiva dei flussi scolastici e lavorativi“.

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