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Velluto e fondale, tutti in fila per il selfie confezionato con Salvini

Anche a piazza Montecitorio si consuma il collaudato rito del leader del Carroccio, con un look sempre più simile a quello di Fausto Bertinotti
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ROMA – Dall’abbigliamento al fondale fotografico per i selfie. Matteo Salvini pianifica e improvvisa, ma non lascia nulla al caso. Si veste e si mette in posa per i selfie dei militanti d’ogni dove che poi diffonderanno sui social il book fotografico della collezione elettorale permanente firmata Salvini. In vista del voto alle regionali di gennaio, il segretario della Lega gira da giorni vestito come quasi solo in Emilia-Romagna fanno da decenni: dolcevita e velluto a coste. Un abbigliamento che sostituisce felpe e divise delle forze dell’ordine con cui ha percorso l’Italia in lungo e largo. Ora, per tirare la campagna elettorale di Lucia Borgonzoni, Salvini sembra ispirarsi a Fausto Bertinotti. La cosa non è passata inosservata: fotografata e commentata su siti e giornali.

Anche questa mattina, tra gli ambulanti che protestano in piazza Montecitorio, Salvini si presenta con un maglione girocollo beige, pantalone di velluto in tinta, polacchine marroni. Tutto studiato.

In piazza ci sono soprattutto uomini, pochissime donne, la stragrande maggioranza viene dal Sud. Salvini parla per qualche minuto col microfono, poi scatta il rito che da mesi porta in giro per tutta Italia: la fila per il selfie col “capitano”, come lo chiamano in tanti. Si avvicinano per uno scatto ed è sempre lui a prendere in mano i telefoni: li gira, li inclina, cerca l’angolazione giusta. Ma dove fare le foto? Salvini si guarda intorno, la piazza offre tanti angoli e colori, ma quale sfondo migliore di un grande scritta “Calabria“, dove si vota il 26 gennaio? Adocchiato da lontano lo striscione, Salvini solca la folla e si piazza lì sotto. Se ne andrà solo dopo quaranta minuti di selfie.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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