“La conca di navigazione del Mose è inutilizzabile: è costata 653 milioni di denaro pubblico”

Lo afferma il presidente dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico settentrionale, Pino Musolino, oggi in audizione al Senato
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ROMA – La conca di navigazione realizzata a Malamocco per consentire l’accessibilità al porto di Venezia anche quando le paratie del Mose sono alzate è stata fatta in modo sbagliato, e nonostante sia costata “653 milioni di denaro pubblico, non servirà mai”. Perché “è pensata per navi da 280 metri, mentre noi dobbiamo fare entrare navi da 300 metri” e inoltre “è disallineata rispetto alla diga frangiflutti e quindi o i piloti delle navi sono piloti da Formula 1 e il mare è in condizioni perfette o la conca è inutilizzabile”. Lo afferma il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico settentrionale, Pino Musolino, oggi in audizione in commissione Lavori pubblici in Senato.

Quello che oggi è un problema potrebbe però diventare la soluzione ad altre criticità, sostiene Musolino, il quale sottolinea che al momento “non ci sono strutture approntate per funzionare come porto rifugio”.

Questo vuol dire che se è in arrivo una nave e le condizioni meteomarine cambiano, il Mose si alza e la nave si trova fuori dal porto, in mezzo al mare, e non ha nelle vicinanze un approdo sicuro in cui rifugiarsi. Quello che si potrebbe fare, quindi, è “adattare la conca in modo da rimediare uno o due approdi sicuri” e poi “utilizzare la piattaforma realizzata per costruire i cassoni del Mose per operazioni di carico e scarico”.

Questo porterebbe anche ad una “possibilità di sviluppare il porto, anche con un fondale che oggi in laguna non c’è e che non ci sarà mai, perché il Mose ha fissato per sempre la profondità massima a 12 metri”, conclude Musolino.

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