VIDEO | Azione, Calenda: “Servono fatti e soluzioni concrete, non scontri tra ideologie”

"Questo è un vizio che l'Italia ha da sempre, ci si divide su cose da tifoseria e non si lavora sui problemi"
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Strasburgo (Francia) – “Dare un’alternativa di voto a chi si è stancato di una politica che fondamentalmente si divide tra chi, a destra, ‘se arrivano quelli di sinistra c’è un’invasione dall’Africa’, e, a sinistra, quelli che dicono ‘se arriva la destra c’è il fascismo’”. Questo l’obiettivo dichiarato da Carlo Calenda, eurodeputato e fondatore di Azione, durante un’intervista all’agenzia Dire.

“Questo è un vizio che l’Italia ha da sempre, ci si divide su cose da tifoseria e non si lavora sui problemi”, continua Calenda. “La politica non è scontro ideologico, ma risoluzione di fatti concreti”.

Il secondo punto è quello di “cercare di tirare fuori una classe dirigente nuova, perché se cambiano i nomi dei partiti ma poi i nomi delle persone che li compongono sono sempre gli stessi, non si risorve mai nulla”, prosegue l’eurodeputato.

“Quindi il lavoro è cercare nel Paese le energie”, spiega riferendosi a Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, oggi a capo del Board europeo contro il cancro. Ricciardi, definito da Calenda “il più grande esperto di sanità oggi in Europa”, oggi presenterà le proposte di Azione per rilanciare il settore.

Infine, un commento sul movimento delle ‘Sardine’, che nelle ultime settimane sta occupando la scena politica italiana. “Se bastano per combattere Salvini? No. Gli italiani- conclude Calenda- vogliono qualcuno che dica cosa fare, come farlo, la serietà fatta dalla gestione”.

SANITÀ. CALENDA: SERVONO BORSE DI STUDIO E 4 MLD IN PIÙ L’ANNO

“Abbiamo in programma di spendere circa quattro miliardi di euro in più l’anno, per assumere i medici e i 30mila infermieri che mancano, e fornire le borse di studio agli specializzandi”. Così all’agenzia Dire il parlamentare europeo e fondatore di Azione, Carlo Calenda, intervistato a Strasburgo.

“Quello che succede oggi è che spendiamo tanto per formare i medici ma non avendo borse di studio poi vanno a lavorare in Germania o in altri Paesi europei”, ha spiegato Calenda. “E’ una perdita di capitale umano gigantesco, in un momento in cui appunto di medici e infermieri abbiamo tanto bisogno”.

Per Calenda, “la sanità è il problema numero uno che abbiamo, basti pensare che gli italiani spendono ogni anno circa 40 miliardi di euro per curarsi a causa delle liste d’attesa”. Per l’eurodeputato “curarci gratuitamente è la più grande conquista che abbiamo ottenuto. Ora la stiamo perdendo a causa dei costi che crescono, dei nuovi macchinari che arrivano, del fatto che è una popolazione che invecchia”.

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