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Il pancreas artificiale è sempre più realtà e non un ‘mito’

L'Associazione medici endocrinologi (Ame-Ets): la rivoluzione per 300mila italiani con diabete di tipo 1 arriverà tra tre, quattro anni

Pubblicato:27-10-2022 13:19
Ultimo aggiornamento:27-10-2022 13:19

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ROMA – I microinfusori portatili hanno cambiato la vita delle persone affette da diabete, ma sarà l’arrivo del cosiddetto ‘pancreas artificiale’, previsto verosimilmente fra tre, quattro anni, a rivoluzionare completamente la vita dei pazienti, liberandoli dalla necessità dell’auto misurazione della glicemia con gli strumenti che siamo abituati a conoscere e dalla necessità di intervenire in occasione dei pasti.
È stato questo uno dei temi al centro del Congresso nazionale dell’Associazione medici endocrinologi (Ame-Ets), tenutosi nei giorni scorsi a Roma. L’evento è stato l’occasione per fare il punto sull’evoluzione dei microinfusori, dei sensori e del passaggio al pancreas artificiale.

IN ITALIA 300MILA PERSONE SONO AFFETTE DA DIABETE DI TIPO 1

Destinato prioritariamente alle persone affette da diabete di tipo 1, che in Italia sono circa 300mila, il pancreas artificiale potrebbe essere impiegato anche in un ristretto numero di persone con diabete mellito di tipo 2 non responsivi a trattamento insulinico basal-bolus, una malattia che riguarda invece 4 milioni di italiani e che è in continua crescita.

OLGA EUGENIA DISOTEO: “MICROINFUSORI HANNO MIGLIORATO QUALITA’ DI VITA DEI PAZIENTI

“Già grazie agli attuali microinfusori- spiega Olga Eugenia Disoteo, coordinatore nazionale della commissione diabete Ame- la qualità della vita dei pazienti è molto migliorata“. “Questi dispositivi portatili, piccoli e discreti- continua- consentono la somministrazione di insulina ad azione rapida 24 ore su 24. I vari modelli di microinfusori possono essere indossati durante tutte le attività della vita quotidiana, compresa l’attività fisica o i viaggi a lunga percorrenza con cambi di fuso orario”.
Durante l’intera giornata il microinfusore insulinico rilascia il quantitativo di insulina necessario all’organismo. “Questi dispositivi, grazie al costante scambio di informazioni con il sensore in continuo del glucosio interstiziale- informa inoltre Disoteo- somministrano l’insulina in automatico per mantenere normali i valori glicemici tra un pasto e l’altro, la cosiddetta infusione insulinica basale, e consentono l’esecuzione di boli insulinici somministrati in concomitanza dei pasti giornalieri, per controllare l’inevitabile e conseguente elevazione della glicemia”.


Allo stato attuale, i boli richiedono l’intervento del paziente, che deve comunicare al microinfusore la quantità di carboidrati assunti e confermare la dose suggerita dal microinfusore sulla base di un rapporto insulina/carboidrati personalizzato. Olga Eugenia Disoteo sottolinea poi che “rispetto alla terapia insulinica tradizionale, il microinfusore consente un’estrema personalizzazione della terapia insulinica, con rapidi adeguamenti della stessa in caso di necessità particolari determinate anche da variazioni psicofisiche del paziente”.

EDOARDO GUASTAMACCHIA, PAST PRESIDENT AME: “PASSO SUCCESSIVO È PANCREAS ARTIFICIALE”

Il passo successivo per questi dispositivi, la prossima evoluzione del microinfusore, è il pancreas artificiale. Si tratta di un sistema che non richiede alcun intervento del paziente. “Questi sistemi integrati, definiti ad ‘ansa chiusa’- rende noto il past president di Ame, Edoardo Guastamacchia– consentiranno una ancora più puntuale lettura del glucosio e saranno in grado di dialogare con il microinfusore controllando direttamente, sulla base dei valori di glucosio rilevati, non solo come già avviene l’infusione di insulina basale ma anche l’infusione in occasione dei pasti senza necessità di intervento da parte del paziente”.

Sono sistemi altamente tecnologici, già disponibili a livello sperimentale- conclude Guastamacchia- ma che presto saranno disponibili per l’impiego nell’attività clinica. Probabilmente ci vorranno circa tre, quattro anni, ma sono destinati a migliorare ancora di più la vita delle persone con diabete“.

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