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‘Vitto’ Ferragni sta guarendo, ecco cos’è il virus sinciziale che l’ha colpita

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Migliorano le condizioni della piccola Vittoria Ferragni, alle prese con un virus respiratorio che può colpire i neonati in modo anche grave
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Si chiama virus sinciziale – tecnicamente Vrs- ed è un virus respiratorio che colpisce anche i neonati, già nel primo mese di vita. E più il bambino è piccolo più le manifestazioni possono essere gravi. È questo il virus che ha messo ko, in questi giorni, la piccola Vittoria Lucia Ferragni, figlia di Chiara Ferragni e del rapper Fedez. Nei giorni scorsi la piccola, che ha sette mesi, era stata accompagnata dai genitori al pronto soccorso perchè Vittoria aveva la febbre, respirava male ed era disidratata. Poi, dopo quello che sembrava un miglioramento, nel weekend la neonata ha continuato ad avere la febbre alta e così è stata ricoverata in ospedale. E ieri Fedez ha lanciato un appello ai genitori di bambini piccoli per metterli in guardia da questo pericoloso virus: “Se avete bambini piccoli fate molta attenzione mi raccomando, questo virus non va preso alla leggera”. La bimba è ancora in ospedale, tanto che ieri Chiara Ferragni ha postato un’immagine della famiglia al completo specificando che si trattava di una “vecchia foto” ed esprimendo il desiderio di poter tornare presto a casa oer stare tutti insieme. Oggi, invece, Fedez ha fatto sapere che la bimba sta migliorando (“Vitto è una roccia, migliora sempre di più“) e ha pubblicato nelle storia un’immagine di Vittoria, ancora in ospedale, con un palloncino realizzato dalle infermieri.

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Ma vediamo meglio che cosa è il virus sinciziale, e cosa ne pensano gli esperti. È un virus respiratorio che può provocare bronchioliti e polmoniti: i pediatri già a settembre erano preoccupati perchè, con l’allentamento del distanziamento, avrebbe ricominciato a circolare. Costituendo tra l’altro un rischio maggiorato per i neonati in arrivo, a cui le mamme non posono aver passato alcuna forma di anticorpo non avendo circolato per nulla lo scorso anno.

La particolarità di questo virus è data anche dal fatto che “non esiste una terapia specifica vera e propria”, aveva spiegato all’agenzia Dire Fabio Midulla, responsabile del pronto soccorso pediatrico del policlinico Umberto I di Roma e presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri). “Dal punto di vista farmacologico- aveva spiegato ancora lo pneumologo pediatrico- c’è la possibilità di utilizzare degli anticorpi monoclonali specifici, che però vengono consigliati dall’Aifa solo a gruppi particolari di bambini, come i prematuri importanti o i bambini che hanno cardiopatie congenite o problemi neurologici importanti. È una terapia preventiva che si fa in questo gruppo di pazienti durante il periodo epidemico. Ora ha finito la fase 3 di sperimentazione un nuovo monoclonale che si darà solo una volta nel periodo epidemico e probabilmente andrà a sostituire il palivizumab, che è il monoclonale oggi in commercio”.

La buona notizia è che si sta lavorando sul fronte dei vaccini. “C’è un vaccino per le donne nell’ultimo trimestre di gravidanza che è entrato nella fase 2 della sperimentazione- aveva anticipato ancora Midulla- sarebbe importante riuscire a farlo proprio perché gli anticorpi possono passare attraverso la placenta e quindi essere trasmessi al bambino che deve nascere. Si tratta di un vaccino sviluppato con la proteina F”. Non solo. “L’Ema ha poi dato l’autorizzazione a iniziare la sperimentazione su un vaccino a mRNA messaggero, la stessa tecnologia che si usa per il vaccino contro il coronavirus”. Insomma dopo anni di studio la lotta al vrs potrebbe arrivare ad una svolta importante.

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