Coronavirus, focolaio alla Scala di Milano: salgono a 21 i positivi, anche nell’orchestra

Oltre alle nove coriste risultate positive, oggi sono arrivati i risultati dei tamponi effettuati sui coristi e nove di loro sono risultati positivi. E il contagio è arrivato anche all'orchestra, con tre positivi tra i fiati
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MILANO – Si allarga il focolaio Covid-19 alla Scala di Milano. Oltre alle nove coriste risultate positive, oggi sono arrivati i risultati dei tamponi effettuati sui coristi e nove di loro sono risultati positivi. E il contagio è arrivato anche all’orchestra, con tre positivi tra i fiati.

“I coristi erano già tutti in quarantena a casa, perché il tampone viene fatto a tutti a gruppi. Gli uomini lo hanno fatto giovedì e sono arrivati i primi risultati secondo cui altri nove sono positivi al tampone, che si aggiungono alle nove coriste già positive”, spiega all’agenzia Dire Paolo Puglisi, responsabile Slc Cgil Milano per la Scala, che aggiunge: “Sono risultati positivi nei giorni scorsi anche tre componenti dell’orchestra, tre fiati, e dunque sono in quarantena tutti i fiati”.

Puglisi spiega che si tratta di attività per cui è necessario togliere la mascherina per il tempo necessario all’esecuzione. “Il coro appena conclude si rimette mascherina e i fiati fanno la stessa cosa, seguendo il protocollo. Per precauzione- spiega- ieri mattina tutta l’orchestra, quindi anche gli archi che hanno sempre con la mascherina ffp2, hanno effettuato il tampone e i risultati li sapremo tra uno o due giorni”.

Al momento, “le prove sono tutte sospese, tutto il coro è in quarantena così come i fiati, che sono circa 35-40 elementi e senza di loro è possibile fare pochissime cose. Naturalmente, la sanificazione degli spazi avviene continuamente. La Boheme- dice- non andrà in scena. Noi del sindacato siamo d’accordo con la direzione, continueremo gli incontri con la commissione per valutare se ci possono essere aggiustamenti al protocollo di sicurezza, perché l’interesse comune è la salute delle persone e dei lavoratori, e ovviamente del pubblico”.

Questa mattina i sindacati hanno incontrato la direzione del Teatro e il sovrintendente Dominique Meyer. “Abbiamo fatto una riunione di percorso, il Teatro sta aspettando di capire quali saranno i provvedimenti del Governo per quanto riguarda gli stanziamenti e i soldi aggiuntivi per le Fondazioni lirico-sinfoniche- spiega ancora Puglisi- L‘evoluzione della pandemia c’è, non andiamo in scena fino al 24 novembre, la Boheme non ci sarà, per il balletto che avevamo pronto, Giselle, vediamo come andrà a dicembre. Noi siamo tutti determinati a continuare l’attività nel rispetto dei protocolli e delle garanzie di legge per prepararci al 7 dicembre e essere pronti nel caso in cui sia questa pandemia che il resto ci consenta di riprendere l’attività del Teatro”. 

Nei prossimi giorni ci saranno altri incontri con la direzione e anche con i tecnici. “La Scala ha coinvolto l’ospedale Sacco per stabilire i protocolli e anche il Politecnico per la valutazione delle distanze. Il nostro protocollo di sicurezza è molto stringente, anche se questa esplosione della pandemia sta coinvolgendo chiunque e si può essere contagiati ovunque. Come sindacato e come direzione siamo impegnati a tutelare al massimo la salute di tutti e stiamo cercando di portare avanti l’attività, se non riusciremo a farla, non la faremo”.

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27 Ottobre 2020
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