Tap, attivisti strappano schede elettorali a Melendugno

"O i parlamentari 5 stelle che ci hanno chiesto voti si ribellano, oppure significa che l’establishment tira ancora le fila di questo Paese"
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BARI – Nel video postato sulla pagina Facebook di una attivista No Tap si vede una donna che in silenzio, riduce in pezzi la propria scheda elettorale. L’unico rumore che si può ascoltare è quello del vento che soffia sulla marina di San Foca, in Salento, la stessa su cui approderà il gasdotto.

È una delle manifestazioni di protesta che chi si oppone al gasdotto che porterà dall’Azerbaigian all’Europa, il gas. Strappare la scheda elettorale non solo è un modo per urlare – seppur senza voce – il no all’opera ma anche una maniera per ribadire la delusione che, specie in chi vive a Melendugno, prova nei riguardi del governo e soprattutto dei cinque stelle.

Ora ci si aspetta che tutti i parlamentari dei 5 Stelle, soprattutto quelli che hanno presentato esposti alla magistratura e che hanno rastrello voti in nome della causa no tap, alla prima occasione utile, presentino una mozione di sfiducia, aprendo di fatto una sacrosanta crisi di governo”, mettono nero su bianco gli attivisti e aggiungono: “Se ciò non avvenisse significherebbe che l’establishment che ha voluto l’opera tira ancora le fila di questo Paese, che l’attuale Governo è una prosecuzione di quelli che lo hanno preceduto e che basta proferire una menzogna per negare la realtà e sospendere lo Stato di diritto”.

“Non è tollerabile che in una democrazia il presidente del Consiglio dichiari pubblicamente il falso sui costi di rinuncia all’opera, quando tutti i ministeri hanno dichiarato ufficialmente che non esistono documenti relativi a un calcolo costi benefici- si legge nella nota-. Di questo dovrebbero prendere atto tutti i parlamentari e i ministri che si erano dichiarati contrari all’opera fraudolenta di Tap, su cui indaga la magistratura per evidenti forzature e violazioni delle norme vigenti”.

“Il movimento No Tap indice una mobilitazione generale al fine di scongiurare uno sprofondamento generale delle istituzioni, della società e del Paese nell’autoritarismo e nella sospensione dello Stato di diritto”, annunciano gli attivisti.

di Alba Di Palo

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