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Il Centrodestra vuole ridurre gli affidi in Piemonte dell’80%

Secondo la maggioranza gli affidi dei minori si possono minimizzare aumentando il sostegno economico e sociale alle famiglie

Pubblicato:27-09-2022 19:32
Ultimo aggiornamento:27-09-2022 19:32
Canale: Articoli
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Allontanamento zero a breve sarà legge in Piemonte. La norma per ridurre gli affidamenti dei minori dell’80% su cui spinge l’assessora leghista all’Infanzia Chiara Caucino oggi arriva nell’assemblea generale di Palazzo Lascaris, dove il Centrodestra spera di approvarla a partire dalla prossima seduta e le opposizioni sono pronte all’ostruzionismo. Davanti a Palazzo Lascaris stamattina c’erano familiari contrari alle attuali norme sull’affido che chiedono a gran voce al Centrodestra di approvare un provvedimento che, dal loro punto di vista, fermerebbe affidi troppo facili e arbitrari. Tra i familiari che chiedono al centrodestra di accelerare c’è Elena Pavesi: “La maggior parte delle persone che sono qui non ha fatto niente”, protesta al megafono, “non abbiamo fatto niente per vederci torturare così. Ti mandano in psichiatria, ti fanno una diagnosi… E sulla base di una diagnosi tu mi fai sparire un figlio!”. Nelle voci dei diversi che prendono la parola fuori dal palazzo si sente disagio e disperazione.

Caucino (Lega): “Più fondi alle famiglie, meno alle comunità”

Dentro, l’assessora Caucino scalpita: “Sono tre anni che sto attendendo di portare in aula questo provvedimento, approvato all’unanimità il 22 novembre 2019 in giunta”. Caucino ha incontrato le famiglie fuori, e assicura che “hanno tutta la volontà di sostenere il Centrodestra”. Secondo l’assessora “non si lavora a sufficienza sulla famiglia, si predilige un allontanamento facile perché non si ha la capacità o la responsabilità di lavorare sulle cause del disagio. Oggi all’anno mediamente investiamo, sia di risorse regionali che di risorse statali che veicoliamo, circa 47 milioni di euro solo per pagare le rette delle comunità. In totale tra affidi e adozioni sono 61 milioni di euro all’anno”. Lo scopo della maggioranza è “dirottare queste risorse dalle comunità alle famiglie”, e questo sarà fatto spostando “il 50% di questo fondo indistinto sulle famiglie. Diciamo: lavoriamo per almeno sei mesi sulle problematiche della famiglia attraverso un sostegno lavorativo, abitativo, economico, sociale, psicologico”. Dalla sforbiciata sugli affidi, a suo avviso troppo facili, Caucino si aspetta una cifra “sui 20 milioni”, a cui si aggiungeranno “90 milioni di euro della nuova programmazione Por-Fse sull’applicazione di questo disegno di legge”. Questi ulteriori fondi europei arriveranno “spalmati su sette anni”.

Canalis (Pd): “Sottovalutano la violenza psicologica”

Per l’opposizione il Centrodestra sottovaluta la violenza psicologica, spiega la vicepresidente Pd e consigliera Lascaris Monica Canalis: “Dicono che si può diminuire dell’80% il numero degli allontanamenti ma non considerano che oltre ai problemi delle violenze e degli abusi ci sono tutta una serie di problemi di abuso psicologico o di incapacità di seguire la crescita del minore che sono danni psicologici gravi quanto i danni fisici. Loro non considerano minimamente i danni psicologici: o c’è la botta”, o non si fa nulla. Un approccio sbagliato per Canalis secondo cui Allontanamento zero è anche “pleonastica, perché c’è già una norma a livello nazionale, e a rischio impugnativa da parte del Governo”. Fuori si leggono cartelli su Bibbiano, ma Canalis ribatte: “Non ci sono stati casi Bibbiano in Piemonte. Però di fronte a una Diana lasciata morire di fame a Milano, Fatima lasciata cadere dal balcone a Torino”, qualcosa è necessario fare: “Bisognerebbe arrivare prima, non dopo”. Per la democratica la norma voluta da Caucino è anche “culturalmente dannosa, perché è un attacco all’istituto dell’affido, in cui il Piemonte è un fiore all’occhiello italiano, con tantissime famiglie affidatarie”, che compiono “un atto di generosità”.

Le famiglie protestano: “Regole arbitrarie sugli affidi

Invece per le famiglie fuori da Lascaris nella scelta se togliere o meno i figli ai genitori c’è troppa arbitrarietà, e Caucino dà loro ragione: “Le relazioni spesso non si basano sui fatti, su cui si potrebbe basare un provvedimento penale, ma su dichiarazioni, su giudizi”. Il problema è anche il concetto di idoneità a essere genitore, una patente che per i familiari in protesta è inaccettabile. Secondo Caucino spesso i figli vengono tolti per “incuria, adozione di stili educativi non congrui con le necessità del minore: ma io ti insegno lo stile educativo, ti insegno il modo in cui devi trattare il minore”, a questo serve una norma come Allontanamento zero. “L’incuria si accompagna spesso all’indigenza economica, che è anche indigenza morale. Perché a volte quando sei in ambienti angusti, non hai soldi…” diventa tutto più difficile. “E tu cosa fai: aiuti le famiglie”, chiude Caucino, “altrimenti vuol dire che sei contro le famiglie”.

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