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Draghi: “Il governo sostiene la proposta di ospitare l’Einstein Telescope in Italia”

Il progetto ha raccolto la disponibilità della Regione Sardegna, che si è impegnata a sostenerne la realizzazione con 350 milioni di euro

Pubblicato:27-09-2022 17:57
Ultimo aggiornamento:27-09-2022 17:57
Canale: Mondo Hi-Tech
Autore:
einstein telescope
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ROMA – Dal Governo italiano pieno sostegno alla candidatura del sito di Sos Enattos, in Sardegna, come sede del futuro telescopio di onde gravitazionali ‘Einstein Telescope’ in Italia. Lo ha confermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in una lettera indirizzata al presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare- INFN Antonio Zoccoli.

I due Paesi ad oggi candidati ad ospitare la sede di ET sono Italia e Paesi Bassi. Nel nostro Paese, il progetto Einstein Telescope ha raccolto l’interesse e la disponibilità della Regione Sardegna, che si è impegnata a sostenerne la realizzazione con 350 milioni di euro, mentre il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale supporterà l’infrastruttura di ricerca attraverso le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027. In considerazione dei tempi di realizzazione dell’opera, la cui costruzione è prevista a partire dal 2027, ulteriori risorse potranno essere reperite nell’ambito del bilancio dello Stato. Draghi ha invitato l’INFN a procedere alla realizzazione del dossier di candidatura dell’Italia, in raccordo con tutti i partner nazionali e locali, ai fini della scelta definitiva del sito entro il 2025.

L’EINSTEIN TELESCOPE

‘Einstein Telescope’ – o ET – sarà un’infrastruttura sotterranea che ospiterà un osservatorio di terza generazione delle onde gravitazionali. Si basa sul successo dei rivelatori interferometrici laser di seconda generazione Advanced Virgo e Advanced LIGO, le cui scoperte rivoluzionarie sulla fusione di buchi neri e stelle di neutroni negli ultimi 5 anni hanno introdotto gli scienziati nella nuova era delle onde gravitazionali astronomia. ‘Einstein Telescope’ avrà una sensibilità notevolmente migliorata, aumentando le dimensioni dell’interferometro dai 3 km di lunghezza del braccio del rivelatore Virgo a 10 km, e implementando una serie di nuove tecnologie. Tra queste un sistema criogenico per raffreddare alcune delle ottiche principali, nuove tecnologie quantistiche per ridurre le fluttuazioni della luce e una serie di misure infrastrutturali e attive di mitigazione del rumore per ridurre le perturbazioni ambientali. ‘Einstein Telescope‘ consentirà, per la prima volta, di esplorare l’Universo attraverso le onde gravitazionali lungo la sua storia cosmica fino ai secoli bui cosmologici, facendo luce su questioni aperte di fisica fondamentale e cosmologia. Esaminerà la fisica vicino agli orizzonti dei buchi neri (dai test di relatività generale alla gravità quantistica), aiuterà a comprendere la natura della materia oscura (come i buchi neri primordiali primordiali, le nubi di assioni, la materia oscura che si accumula su oggetti compatti) e la natura dell’oscurità energia e possibili modificazioni della relatività generale a scala cosmologica.


PASSI AVANTI NELLO STUDIO DEI BUCHI NERI

Sfruttando la sensibilità ET e la banda di frequenza, l’intera popolazione di buchi neri stellari e di massa intermedia sarà accessibile lungo l’intera storia dell’Universo, consentendo di comprenderne l’origine (stellare vs primordiale), l’evoluzione e la demografia. ‘Einstein Telescope’ osserverà la fase inspirale della stella di neutroni e l’insorgenza di effetti di marea con un elevato rapporto segnale-rumore fornendo una visione senza precedenti della struttura interna delle stelle di neutroni e sondando le proprietà fondamentali della materia in un regime completamente inesplorato (Quantum chromodynamics- QCD, Cromodinamica quantistica a ultra-densità elevate e possibili stati esotici della materia). L’eccellente sensibilità che si estende alle frequenze kilohertz ci consentirà anche di sondare i dettagli della fase di fusione e post-fusione. ET opererà insieme a una nuova generazione innovativa di osservatori elettromagnetici che coprono la banda dalla radio ai raggi gamma (come Square Kilometer Array, Vera Rubin Observatory, E-ELT, Athena, CTA).

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