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Pelle più elastica? Con la biostimolazione è possibile

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L'intervista a Manuela Carrera, specialista in Dermatologia presso l'ospedale Israelitico di Roma
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ROMA – Biostimolazione per restituire turgore ed elasticità alla pelle. Nonostante sia un argomento di cui si parla molto spesso i pazienti si fanno tante domande: ‘in cosa consiste la biostimolazione?’, ‘funziona?’, ‘qual è l’età giusta per cominciare?’. L’agenzia di stampa Dire per rispondere a tutte queste domande ha intervistato Manuela Carrera, specialista in Dermatologia presso l’ospedale Israelitico di Roma.

– Di cosa si tratta e per quali soggetti, uomini o donne, è indicata? Quali aree del viso e del corpo possono essere trattate?

“La biostimolazione è un trattamento medico estetico iniettivo ovvero parliamo di piccole punture che hanno l’obiettivo non di correggere un difetto, ma piuttosto di curare la nostra pelle. Sappiamo che con l’invecchiamento la nostra cute perde acqua in profondità e per questo si disidrata e produce meno collagene e acido ialuronico. Questo porta a perdere turgore ed elasticità quindi il ruolo di questo trattamento è andare a ripristinare il livello di idratazione degli stati profondi della pelle e di stimolare i fibroblasti che sono gli ‘operai’ della nostra pelle per produrre più collagene, elastina e acido ialuronico. Tutto questo per ristrutturarne l’impalcatura. Perciò la biostimolazione è rivolta sia agli uomini che alle donne. In questo modo si possono trattare moltissime aree del corpo oltre il viso pensiamo ad esempio al collo, al décolleté , il dorso delle mani: tutte zone delicate e più esposte all’invecchiamento anche perché fotoesposte”.

Qual è il procedimento usato o ne esistono vari?

“Esistono diverse sostanze che possono essere usate prime tra tutte, come già detto, l’acido ialurnico, ma possono essere impiegati anche i polinucleotidi, gli aminoacidi e le vitamine. Tutte questi principi hanno il ruolo di ristrutturare il derma e andare a restituire l’idratazione. In particolare l’acido ialuronico è una sostanza che noi già abbiamo all’interno della pelle e che ha una funzione igroscopica cioè lega l’acqua come se fosse una spugna. Andare a donare dell’acido ialuronico al derma vuol dire restituire idratazione e allo stesso tempo stimolare i fibroblasti. Il trattamento come accennavo è per via iniettiva perciò si tratta di piccole punture. Gli aghi usati sono molto sottili, motivo per cui il trattamento è piuttosto confortevole e si può usare una crema anestetica prima di procedere nei casi in cui si abbia una soglia del dolore molto bassa“.

– Nel caso delle donne, visto che si tratta di un procedimento ambulatoriale, si può procedere subito dopo all’applicazione del make up oppure è bene lasciare riposare la cute?

“Si può riprendere una vita normale, ma il consiglio che posso dare, visto che sulla pelle restano tanti piccoli ‘buchini’ invisibili, è non riapplicare il make up in quella giornata a meno che non ci sia una forte esigenza sociale-lavorativa”.

– È necessario ripetere il trattamento o è ‘definitivo’?

“È necessario ripetere il trattamento durante l’anno perché non parliamo di una correzione, ma di una terapia. Si consigliano almeno due cicli ma questa indicazione varia a seconda del paziente specifico. Dopo l’estate spesso la pelle è disidratata perciò consigliamo un ciclo in autunno, in particolare questo è il momento ideale e un richiamo in primavera prima di esporsi nuovamente al sole”.

– C’è un’età precisa in cui conviene iniziare, in prevenzione, a sottoporsi a questi trattamenti?

“Certamente sì proprio perché parliamo di cura e prevenzione dell’invecchiamento. Sappiamo che la nostra pelle comincia ad invecchiare dai 25 anni in poi perciò da questa età possiamo iniziare a consigliare la biostimolazione usando la sostanza più giusta per quell’età e per la situazione del paziente”. 

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