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La Società Italiana di Chirurgia Plastica: “Protesi mammarie sono sicure, linfoma anaplastico raro”

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Se n'è parlato nel corso del 69° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (Sicpre), l'unica società di chirurgia plastica riconosciuta dal ministero della Salute
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ROMA – “Le protesi mammarie sono sicure“. La notizia, riportata in una nota stampa, viene dal 69° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (Sicpre), l’unica società di chirurgia plastica riconosciuta dal ministero della Salute che a Bologna, il 24 e 25 settembre, ha tenuto il proprio principale appuntamento scientifico dell’anno per la specialità. Tra gli eventi della due giorni di lavori, una tavola rotonda dedicata alla sicurezza delle protesi, con la partecipazione di Antonella Campanale, dirigente medico presso la Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute. “Proprio al congresso Sicpre sono stati resi noti gli ultimi dati raccolti dal Ministero della Salute relativi al BIA- ALCL (Breast Implant Associated – Anaplastic Large Cell Lymphoma), il linfoma anaplastico a grandi cellule correlato alle protesi mammarie– dice Carlo Magliocca, presidente Sicpre- Il ministero comunica che nel 2020 l’incidenza è stata di 4,6 casi su 100.000 pazienti impiantate”. Per rendere il tutto ancora più semplice, con una percentuale, la malattia è insorta nello 0,0046% dei casi. “Una volta di più, i dati confermano che si tratta di una malattia estremamente rara– ribadisce Magliocca- Ovviamente ci sono delle oscillazioni annuali, ma non cambia la sostanza: pochissimi casi di malattia a fronte di tantissimi casi di pazienti a cui sono state impiantate protesi, per fini estetici o ricostruttivi”.

Dal ministero anche i dati provvisori del 2021, con “un bassissimo numero ad oggi di nuovi casi diagnosticati”. Per calcolare correttamente l’incidenza, però, è necessario attendere la fine dell’anno e conoscere il denominatore, cioè il numero di protesi impiantate. “Alla luce dei monitoraggi più recenti e dei dati scientifici degli studi italiani e stranieri ribadiamo che le protesi sono sicure- dice Magliocca- Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino il contrario. E questo va ricordato, ovviamente insieme al fatto che gli studi e i monitoraggi proseguono, come è giusto che sia. Come Sicpre, la nostra posizione è in piena sintonia con quella del Ministero, la massima autorità in Italia per la salute e la sicurezza. Da anni collaboriamo col Ministero sul tema protesi, con la partecipazione alla fase pilota del Registro e a tutti i progetti sul tema”.

BIA – ALCL, I SEGNALI DA NON TRASCURARE

Ma quali sono i segnali che devono mettere in guardia la paziente? “La comparsa del cosiddetto sieroma tardivo– spiega ancora Magliocca- Si tratta di un rigonfiamento importante che di solito, ma abbiamo visto che i casi sono estremamente rari, compare diversi anni dopo l’impianto di protesi, in media 7. È questo il segnale- conclude- da non trascurare e che deve spingere la donna a rivolgersi al chirurgo plastico per ulteriori approfondimenti”. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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