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Caso Morisi, la ministra Dadone: “Chi citofonerà a casa di Salvini?”

La ministra per le politiche giovanili evoca l'episodio in cui Salvini citofonò in un condominio del Pilastro, a Bologna, per sapere se ci fossero spacciatori

Pubblicato:27-09-2021 10:37
Ultimo aggiornamento:27-09-2021 10:37
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ROMA – La ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone interviene sul caso di Luca Morisi, il braccio destro di Matteo Salvini in fatto di comunicazione ora indagato per droga. E aggiunge: “Luca Morisi ha fatto del perbenismo provocazione, dell’aggressione digitale mestiere. Sono queste le cose che lo hanno contraddistinto, le ‘qualità’ che gli hanno dato fortuna, non a caso il suo sistema comunicativo è chiamato ‘bestia’ di Salvini. Il suo problema è l’ambivalenza, come quella di molti personaggi a destra”.

Mi chiedo- continua- se qualcuno citofonerà a casa di Salvini, spero non succeda perché le fragilità umane non devono essere oggetto di propaganda”, scrive la ministra, ricordando l’episodio in cui Salvini citofonò in un palazzo di Bologna, nel quartiere Pilastro, per sapere se i condomini spacciassero droga.

“Insieme possiamo affrontare nel merito ogni questione morale, senza che nessuno si senta superiore ad altri. La VI conferenza nazionale sulle dipendenze che ho fortemente voluto avrà questo approccio: la fragilità umana al centro, senza giudizi o pregiudizi ma con metodo e dati. La superiorità morale è una barzelletta. L’Italia aspetta risposte concrete, non propaganda“, conclude la ministra Dadone.


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