Saviano: “Ingenui? Sono ragazzi che si preoccupano del loro futuro”

Saviano difende i giovani che oggi protestano per il clima: "Perché mai non dovrebbero farlo? Trovate che sia dannoso dare a bambini e adolescenti simboli positivi in cui riconoscersi?"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “È scontro generazionale, ma chi oggi scende in piazza per il clima lo fa in modo pacifico, chi scende in piazza non è nemmeno maggiorenne e sta chiedendo al mondo adulto di fare attenzione ai suoi stili di vita perché, evidentemente, non sono più sostenibili”. Lo scrive su facebook Roberto Saviano. “Cosa c’entrano- aggiunge- le vite salvate dal progresso? Non si può trovare una mediazione tra progresso e rispetto dell’ambiente? Non dovremmo nemmeno provarci? Nemmeno ragionare su questo? Cosa c’entra il sottolineare l’ingenuità del grido d’allarme? Certo che è ingenuo… sono ragazzi che si preoccupano del loro futuro: perché mai non dovrebbero farlo? Perché Greta Thunberg e il movimento Fridays for future viene accolto con sufficienza e sorrisini e non si riconosce l’importanza dell’aver letteralmente sfondato il muro di inconsapevolezza? Non parlo di indifferenza, ma proprio di inconsapevolezza”.

LEGGI ANCHE: Migliaia in piazza per il clima, cortei in tutta Italia

“Nelle scuole italiane (e non solo italiane) maestre e maestri, professoresse e professori parlano di ambiente raccontando ai bambini chi sia Greta: trovate che sia inopportuno?- dice ancora Saviano- Trovate che sia dannoso dare a bambini e adolescenti simboli positivi in cui riconoscersi? Loro hanno ancora tempo davanti a sé, prima di annegare nel cinismo che rende infelici le vite di un occidente sempre più vecchio. #ClimateStrike”.

LEGGI ANCHE: Lo psicologo: “Greta? Porta la rabbia dei giovani su uno scopo sano”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

27 Settembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»