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Genova, la Fiom all’attacco: “Vogliamo un c…o di ponte per vivere e lavorare”

“Serve un ponte. Vogliamo un c...o di ponte! Non vogliamo perdere lavoro, salario e reddito"
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ROMA – “Serve un ponte. Vogliamo un c…o di ponte! Non vogliamo perdere lavoro, salario e reddito. Vogliamo un ponte, un c…o di ponte e tutto ciò che serve per vivere e lavorare”. Lo dice il segretario generale della Fiom Genova, Bruno Manganaro, che in una nota fa proprio un appello che circolava già ieri sui social network.

“Il decreto Genova, ormai chiamato da alcuni il decreto ‘domani’- prosegue il sindacalista- non arriva e il ponte e ciò che serve per impedire di perdere posti di lavoro e reddito rimane pura fantasia. Il ministro Toninelli ha dichiarato che nel decreto ci saranno 200 assunzioni per il suo ministero mentre a Genova si rischiano i licenziamenti e di rimanere senza salario: a Roma si brinda, a Genova si piange”.

Per Manganaro, “è inaccettabile che per interessi di bottega, di potere e di governo la vita dei genovesi, il lavoro e il loro reddito vengano messi in discussione. Stiamo per perdere la pazienza e se necessario lo diremo in piazza: nessuna perdita di posti di lavoro, nessuna perdita di reddito”.

Il segretario della Fiom genovese ricorda che “Ansaldo Energia, San Giorgio Seigen, Ferrometal, Acremoni, Weico, Arced e altre aziende sono in difficoltà da un punto di vista produttivo a causa del crollo del ponte Morandi. Alcune aziende iniziano a ragionare di dover trasferire la propria attività magari fuori Genova. Intanto, per alcune c’e’ la cassa integrazione mentre si perdono commesse e i dipendenti perdono salario. Per altre non c’e’ nemmeno l’ammortizzatore sociale e, finite le ferie, ci saranno i licenziamenti”.

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