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Migranti, tavolo asilo: “Accordo Italia-Sudan è contro diritti umani”

Per il vicepresidente di Arci, Filippo Miraglia, "è inaccettabile dare aiuti del genere a regimi dittatoriali"
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Migranti TendoneROMA – Accordi di polizia con Paesi africani dove ci sono guerre e persecuzioni sono destinati, inevitabilmente, a calpestare i diritti umani: lo hanno denunciato oggi a Roma le ong del Tavolo nazionale asilo, a partire dal caso dei cittadini sudanesi espulsi dall’Italia sulla base di un’intesa con le autorità di Khartoum. “Chiediamo al governo di rivelare i contenuti dell’accordo e di sottoporlo al parlamento” ha sottolineato l’avvocato Salvatore Fachile, dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi): “A differenza di quanto sostenuto dalle autorità siamo convinti che ai cittadini sudanesi non sia stato chiesto se volessero avere una qualche forma di protezione internazionale”.

Secondo Fachile, il rimpatrio dei migranti del 24 agosto è illegittimo perchè viola norme chiave: “Anzitutto l’articolo 19 del testo unico sull’immigrazione che vieta il rimpatrio in Paesi dove c’è pericolo di persecuzione e poi l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che mette in guardia dal pericolo di tortura”. L’assunto di base è che il Sudan è un Paese ad alto rischio, con un presidente, Omar Hassan Al Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio in relazione alle stragi nella regione del Darfur. “Centosettantatre milioni di euro stanziati nel quadro dell’accordo non aiuteranno i sudanesi ma il loro governo” ha sottolineato Filippo Miraglia, vice-presidente di Arci: “E’ inaccettabile dare aiuti del genere a regimi dittatoriali; lo stesso vale per le intese con Gambia, Eritrea o Egitto, Paesi dove l’opposizione finisce in galera non appena alza la testa”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

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