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Paralimpiadi, altre medaglie per gli azzurri: argento nei 400 stile libero e bronzo nel dressage

carlotta gilli instagram
Bene anche nel tiro con l'arco, storica vittoria nel sitting volley
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Dal nostro inviato Mirko Gabriele Narducci

TOKYO – Dopo la valanga di medaglie dal nuoto, la squadra paralitica degli azzurri torna a vincere ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020: due le medaglie arrivate nella giornata di oggi con Sara Morganti su Royal Delight che vince il bronzo nel dressage individuale grado I e Carlotta Gilli meadaglia d’argento nei 400 stile libero classe S13.

GILLI: PIÙ CHE SODDISFATTA PER L’ARGENTO NEI 400

“Sono più che soddisfatta, i 400 sono una gara che non facevo mai: qui ho fatto il mio personale e va più che bene. Sapevo già in partenza che la prima era inarrivabile, con le altre mi sarei giocata il resto del podio e con il mio allenatore abbiamo deciso di provare a partire forte altrimenti l’avrei persa subito”. Così Carlotta Gilli, medaglia d’argento nei 400 stile S13 ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Per la piemontese è la terza medaglia.

Non potevo sognare di più. Adesso voglio solo il mio giorno di riposo, che è domani, perché inizio a sentire la fatica… E poi c’è l’ultima tranche”, ha spiegato ai microfoni di Raisport prima di ricordare: “Ho promesso che risponderò alla valanga di messaggi che mi sono arrivati da tutta Italia: non me lo aspettavo, sentire l’affetto del pubblico è straordinario”.

TIRO CON L’ARCO, ESORDIO AZZURRI: OTTIMI RISULTATI IN QUALIFICA

È il giorno dell’esordio ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 per gli azzurri del tiro con l’arco. I ragazzi di Guglielmo Fuchsova sono scesi in campo stamattina a partire dalle 9 giapponesi (le 2 del mattino in Italia) per il round di qualifiche al poligono dello Yumenoshima Park Archery Field, fondamentali per la composizione dei tabelloni: in gara per il femminile individuale Asia Pellizzari (W1), Maria Andrea Virgilio, Eleonora Sarti (Open Compound), Elisabetta Mijno e Vincenza Petrilli (Open Ricurvo), mentre per il maschile individuale Giampaolo Cancelli, Matteo Bonacina (Open Compound) e Stefano Travisani (Open Ricurvo).

Ottimi i risultati ottenuti dagli arcieri azzurri al termine delle 72 frecce. Tra le donne, terzo posto per Pellizzari nel W1 con 604 punti; secondo posto e personal best con 633 per Mijno nell’olimpico, accompagnata dall’ottimo quarto posto di Petrilli con 625 (anche per lei personal best); nel compound Virgilio si piazza quinta con 684 punti segnando il suo record personale, mentre Sarti – detentrice del record mondiale (695) – è 13esima con il suo season best di 672. Per gli uomini, che hanno tirato nella seconda sessione, si registrano il 16esimo posto di Bonacina (685 punti) e il 28esimo di Cancelli (669) nel compound, con Travisani piazzatosi 12esimo nell’olimpico grazie al season best di 609 punti.

“Oggi è stata una giornata molto soddisfacente, le ragazze si sono comportate benissimo, sia quelle dell’olimpico che quelle del compound. Grandi rivelazioni quelle di Asia Pellizzari, Enza Petrilli e Maria Andrea Virgilio, che sono alla loro prima Paralimpiade. L’obiettivo è quello di riuscire a fare il nostro dovere sul campo, poi quello che viene ce lo prendiamo”, ha detto Fuchsova al termine della prima sessione di oggi che ha visto le donne sulla linea di tiro.

Dopo il ricco bottino dell’Italnuoto in questi primi giorni, ora le aspettative sono alte anche sugli altri sport, da cui si attendono altre medaglie: “Sono convinto che arriveranno perché tutti noi, grazie alle Federazioni che ci sono state accanto, abbiamo avuto modo di lavorare bene, in serenità e tranquillamente, e questa è stata la cosa più importante- ha aggiunto il ct della Nazionale- Se ognuno fa il suo dovere non può che uscire un buon lavoro, ed è grazie a tutti: dalla Federazione agli impiegati fino ai tecnici, alle famiglie e alle società. Quando è così allora la freccia non può che andare al centro”.

Voglio ringraziare tutti i tecnici, che hanno fatto un lavoro incredibile: nel giro di un anno hanno tirato su questi ragazzi e li hanno portati alla Paralimpiade. Complimenti quindi ai nostri ragazzi ma anche e soprattutto ai tecnici, sia quelli che oggi sono qui sia quelli che hanno lavorato da casa”, ha aggiunto il presidente della Fitarco, Mario Scarzella, a Tokyo al fianco degli azzurri. 

SITTING VOLLEY, AZZURRE STORICHE A ESORDIO: GIAPPONE KO 3-0

All’esordio assoluto ai Giochi paralimpici la nazionale italiana femminile di sitting volley ha ottenuto il suo primo, storico successo con un perentorio 3-0 (25-23, 25-11, 25-10) ai danni del Giappone padrone di casa. Le ragazze di Amauri Ribeiro hanno iniziato nel migliore dei modi la loro avventura a Tokyo 2020 ottenendo una vittoria e tre punti molto preziosi per superare la fase a gironi. Sugli spalti ad assistere all’incontro il sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli e il capo missione del Cip, Juri Stara.

Come era preventivabile, in avvio di gara Bellandi e compagne hanno pagato un po’ l’emozione e nel primo set si sono ritrovate sotto (20-23), prima di piazzare un parziale di 5-0 che ha ribaltato la situazione. Una volta entrate in partita, le azzurre hanno preso saldamente il comando del gioco e nei set successivi non c’è stata storia. La nazionale italiana di sitting tornerà in campo domenica 29 agosto per affrontare il Canada (alle 7 italiane).

All’inizio della gara c’è stato un po’ di nervosismo, ma era normale, per tutte le ragazze si tratta della prima Paralimpiade. Dal secondo set in poi la squadra ha giocato con più serenità ed è andata come ci aspettavamo”, ha commentato Amauri Ribeiro.

“Molto importante è stata la rimonta nel primo set, eravamo sotto, ma siamo riusciti a rimontare e questo ha influito sull’andamento generale dell’incontro. Abbiamo esordito con una bella vittoria e adesso ci concentriamo sul Canada, una squadra capace di giocare bene, l’abbiamo affrontato nel 2019. Rispetto al Giappone sono di un livello superiore, ho detto alle ragazze che in questo torneo per ogni partita sarà fondamentale entrare in campo, avendo chiaro in mente quelle che c’è da fare. Ogni volta che si partecipa a un’Olimpiade o a una Paralimpiade- ha concluso- si prova un’emozione grandissima, non importa esserci già stati: quando entri in campo viene fuori tutto”.

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