Caporalato, entro 2 settimane la stretta del Governo. Sì alla confisca – VIDEO

L'Esecutivo dichiara guerra al caporalato. Si è svolto infatti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

maurizio_martina-ministroL’Esecutivo dichiara guerra al caporalato. Si è svolto infatti stamani l’incontro al ministero delle Politiche agricole tra Governo, sindacati, Inps e imprese, in cui il ministro Maurizio Martina ha annunciato insieme al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che fra 15 giorni arriverà il piano organico “per rendere strutturale l’azione di contrasto al caporalato”. Luce verde, tra l’altro, sulla confisca dei beni per chi compie questo reato, il cui atto legislativo sarà “pronto a breve” perché “è un impegno che il Governo ha assunto”. D’altronde solo pochi giorni fa Martina lo aveva definito “un fenomeno da combattere come la mafia“, e per il quale chiedeva l’impegno di tutte le istituzioni. E infatti, il reato di confisca diventerà operativo “grazie alla collaborazione del ministro Orlando”, il capo della Giustizia. Accanto a questo, Martina cita il rafforzamento dei controlli e l’estensione della rete agricola di qualità, “ad esempio facendo lavorare di più e meglio i soggetti della rete con gli enti bilaterali”, e si sta studiando un meccanismo per garantire sostegno legale al lavoratore che denuncia il fenomeno.

Per Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, che ha partecipato al tavolo dei lavori, è indispensabile però compiere anche una profonda azione di sensibilizzazione e responsabilizzazione “di tutta filiera, dal campo alla tavola”. E ricorda poi un dato scioccante: “Un chilo di pomodori raccolto in Puglia viene pagato meno di 8 centesimi di euro al chilo“. Una cifra così irrisoria, precisa, “non copre né i costi di produzione né di raccolta, ma- ammonisce- alimenta una catena dello sfruttamento che occorre spezzare”.

Di Luca Monticelli – Giornalista Professionista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»