giovedì 13 Agosto 2026

Fakir, Lepore: “Per alcuni ha meno valore di altre vittime”

Il sindaco in aula: "Ora si abbassi la tensione e le istituzioni convergano"

BOLOGNA – La cittadinanza di Bologna negli anni ha manifestato per chiedere verità e giustizia sulle stragi che hanno caratterizzato la sua storia e per gli omicidi di Alessandra Matteuzzi, Sallou Fall e Alessandro Ambrosio. E, da ultimo, lo stesso è accaduto dopo la morte di Abderrahim Fakir. Scelta rivendicata oggi dal sindaco Matteo Lepore nell’aula del Consiglio comunale: “Se non fossimo scesi in piazza e non avessimo fatto un presidio per un nostro concittadino, cosa si sarebbe detto di noi? Perchè avremmo dovuto lasciare da solo un nostro concittadino quando l’abbiamo fatto per tutti gli altri?”. Aggiunge poi il sindaco: “Capisco che per alcuni ci sono cittadini che hanno un valore diverso da altri, ma non per noi, non per l’amministrazione comunale di Bologna che considera bolognesi dal primo giorno tutte le persone che nascono e vivono in questo territorio”. Sottolineato ciò, “spero davvero che d’ora in poi la tensione su quanto accaduto si abbassi- aggiunge Lepore- e che le dichiarazioni dei rappresentanti delle istituzioni siano convergenti, è la richiesta che facciamo su Bologna e che facciamo su tutto ciò che in questo momento sta portando tensione e violenza nel nostro Paese. Perchè nessuno di noi vuole la violenza, tutti noi vogliamo verità e giustizia e le vogliamo nei Tribunali, come questa città ci ha insegnato”.

Nel frattempo, “è molto importante per me in questa fase non rispondere in modo polemico a quanto mi viene imputato da chi da un lato mi tende la mano- afferma il sindaco- e dall’altro ci ritiene collettivamente la città più violenta d’Italia, perchè non lo siamo e questo non se lo meritano i bolognesi, non se lo merita quest’aula e non se lo meritano i sindaci e le sindache che anche in queste ore mi stanno esprimendo solidarietà”. Continua ancora Lepore: “Il nostro è un lavoro sicuramente complicato e difficile, per tanti motivi. Dobbiamo essere a contatto con la comunità e non smetterò certo di farlo semplicemente perchè in questo momento si è deciso che occorre dividersi. Io invece credo che ci dobbiamo unire. Lo si è fatto negli anni del terrorismo e della strategia della tensione. Anche se abbiamo idee diverse sia sui fatti che sulle opinioni, questo non significa che le nostre istituzioni debbano continuare in questa eterna campagna elettorale permanente nella quale le vittime sembrano essere i politici quando invece le vittime sono quelle stese a terra e sono anche tra gli agenti che subiscono ferite. E’ delle vittime che dovremmo parlare e dovremmo avere tutti il senso di responsabilità di ritrovarci nelle istituzioni”. Bologna “ha sempre avuto questa tradizione- sottolinea il primo cittadino- e mi auguro che quest’aula anche in questa occasione e nelle prossime sappia essere coerente con la propria storia”.

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