
ROMA – “Insider avrebbe raccontato, tra le altre storie, quella di Don Peppe Diana. Ho intervistato l’uomo che denunciò il suo killer. Non solo, protagonista di un’altra puntata è Enzo Palmesano, giornalista minacciato dai clan, licenziato per volontà del boss Lubrano. Palmesano fu parte della storia di AN, allontanato poi col nuovo corso per il suo impegno antimafia. Ricapitoliamo: Salvini attacca don Ciotti e nello stesso giorno ottiene la chiusura della mia trasmissione in Rai. Immagino sia chiaro a tutti da che parte sta questo governo”. Così Roberto Saviano, sui social, all’indomani della cancellazione da parte dei vertici della Rai del suo programma sulle mafie ‘Insider’, format di quattro puntate, già registrate.
SOLDI: SU SAVIANO AUSPICO SUPPLEMENTO RIFLESSIONE
Sulla vicenda è intervenuta anche Marinella Soldi, presidente Rai. “Una premessa: l’Amministratore Delegato della Rai, secondo le norme, ha autonomia decisionale sulla gestione aziendale e sui programmi. Come Presidente svolgo il mio ruolo a garanzia degli utenti e dell’azienda, ricercando un approccio costruttivo; le valutazioni politiche non mi appartengono. Proprio in virtù del mio ruolo ritengo oggi di dover intervenire sul cosiddetto caso Saviano, che molti hanno paragonato al caso Facci. Vicende diverse, per quel che ciascuno ha detto e per le tipologie di programma”. Per Soldi: “La trasmissione ‘Insider – faccia a faccia con il crimine’ condotta da Roberto Saviano- aggiunge- è un prodotto nello spirito del servizio pubblico, parla di mafia e di legalità, ha avuto un primo ciclo di successo, con un gradimento del pubblico superiore alla media degli approfondimenti Rai (dati Qualitel TV 2022). Fermo restando il rispetto dovuto alle Istituzioni, auspicherei un supplemento di riflessione interna per ricercare, in tempi idonei, una soluzione gestionale nell’ interesse degli utenti e dell’azienda, tenendo conto, tra l’altro, che si tratta di un programma già registrato”.
Una posizione quella di Soldi, non lontana da quella di Riccardo Laganà, consigliere di amministrazione di viale Mazzini, che intervistato dal Fatto Quotidiano ha parlato di “decisione ingiustificata“. “Non capisco- ha spiegato- cosa ci sia di ‘aziendale‘ nella scelta di non mandare in onda un programma già registrato che parla di mafia, criminalità organizzata attraverso pentiti e testimoni di giustizia”.
GASPARRI: PER SOLDI CODICE ETICO VALE SOLO IN ALCUNI CASI
“Incredibile uscita della Presidente della Rai Marinella Soldi in difesa di Saviano. Cioè per il Presidente della Rai il codice etico vale in alcuni casi e non in altri. Per Facci si applica inesorabilmente, per altri invece, siccome sono simpatici e lei, vale la facoltà di insultare chiunque definendolo ‘esponente della mala vita’. È veramente ridicola questa uscita della Presidente della Rai, alla quale a questo punto chiedo, essendo giornalista professionista, di poter anch’io fare una rubrica in Rai intitolata ‘Soldi e mala vita’, con chiara allusione al suo cognome. Perché non vedo come si debba impedire anche a me di usare gli stessi termini che usa Saviano. Siamo seri. La Soldi ha perso una occasione per tacere. La sua sudditanza psicologica a certi apparati comunicativi dimostra che non è ‘super partes’, ma è evidentemente vittima del politicamente corretto della sinistra e della normativa ‘marchese del Grillo’ per cui alcuni, a differenza di altri, possono fare quello che vogliono con la totale acquiescenza della Soldi”. Così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri componente della Commissione di Vigilanza Rai.
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