Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Migranti, Sea Watch denuncia: “La Guardia costiera libica minaccia di arrestarci”

L'ong posta su Twitter la registrazione di una telefonata in cui un rappresentante della Guardia costiera libica intima alla nave di allontanarsi dalla zona Sar per evitare l'arresto
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Siamo la Guardia costiera libica. Se non lasciate la zona Sar, utilizzeremo tutti i mezzi disponibili per costringervi a lasciare la nostra zona Sar. Queste sono anche le acque economiche libiche. State violando il diritto internazionale. Potete attraversare ma non potete restare fermi lì, altrimenti manderemo degli assetti ad arrestarvi“. Questa la conversazione telefonica registrata e condivisa dall’ong Sea Watch sul proprio profilo Twitter. A parlare, un responsabile della Guardia costiera libica.

In una serie di tweet, i responsabili dell’ong scrivono: “La cosiddetta Guardia costiera libica ha minacciato di arrestare l’equipaggio di Sea-Watch 3. Millantano di avere giurisdizione sulla zona Sar libica ma è solo l’area in cui hanno la responsabilità di salvare vite. Acque internazionali in cui noi abbiamo il diritto di operare?”. L’organizzazione di ricerca e soccorso denuncia una “gravissima violazione della Convenzione sul diritto del mare”. Secondo l’ong, impegnata nel salvataggio delle persone che tentano di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo centrale, “invece di adempiere all’obbligo di salvare vite nella zona Sar di sua competenza, la cosiddetta Guardia costiera libica minaccia di ‘ricorrere a tutti i mezzi disponibili’ per costringerci ad andarcene. Se non ci fosse un interesse europeo a proteggere la sistematica violazione del diritto internazionale marittimo da parte delle autorità libiche, questo comportamento porterebbe a una crisi diplomatica. Le autorità tedesche ne sono state informate”.

FRATOIANNI: “È UN ATTO DI PIRATERIA”

“L’atto di pirateria compiuto nei confronti della Sea Watch è solo l’ennesima conferma sulla natura della cosiddetta guardia costiera libica. Non hanno nulla da dire coloro che entusiasticamente o meno hanno votato ancora una volta per rifinanziare la missione di cooperazione con questa gente? Cosa deve succedere ancora?”. Lo scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

PALAZZOTTO: “SEA WATCH TESTIMONE SCOMODO PER LA GUARDIA COSTIERA LIBICA”

“La cosiddetta guardia costiera libica chiama il ponte della Sea-Watch, minaccia di arrestare l’equipaggio e di ricorrere a tutti i mezzi disponibili per allontanarla dalle acque internazionali, dove le navi delle Ong hanno tutto il diritto di navigare per adempiere all’obbligo di soccorso di persone in pericolo. Evidentemente non vogliono che nessuno possa testimoniare il loro operato, i loro speronamenti, i loro respingimenti illegali e i loro colpi di mitra verso chi fugge. La cosiddetta guardia costiera libica opera così.
Basterebbe molto meno per creare un incidente diplomatico, se solo l’Europa non avesse abbandonato la tutela dei diritti in quel tratto di mare”. Lo scrive su Facebook Erasmo Palazzotto, deputato di Liberi e uguali (Leu).

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»