Pippo Callipo conferma le dimissioni e lascia il Consiglio regionale della Calabria

"Spero che le mie dimissioni servano ad aprire una riflessione seria che vada oltre le lotte di potere e le beghe di partito"
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REGGIO CALABRIA – “Intendo rivolgere un sentito ringraziamento alle tantissime persone che, anche in quest’ultimo periodo, mi hanno manifestato stima e vicinanza. Ringrazio sinceramente i consiglieri regionali che hanno votato per respingere le mie dimissioni, apprezzo il loro gesto, ma confermo la decisione di lasciare il Consiglio regionale della Calabria”. Così Pippo Callipo, consigliere regionale eletto nelle lista Io resto in Calabria.

“Come avevo preannunciato – spiega – quella di dimettermi è una decisione irrevocabile che ho assunto dopo una profonda riflessione, alla luce della quale ho provveduto a reiterare la mia lettera di dimissioni al presidente del Consiglio regionale. Capisco le ragioni di chi non condivide politicamente questa scelta e le rispetto, apprezzo anche le parole dei tanti che mi hanno invitato a ripensarci ma, alla luce delle motivazioni che ho già espresso in maniera approfondita, credo che la mia decisione vada ugualmente rispettata”. Nella nota seguono i ringraziamenti “per la vicinanza e l’impegno” ai colleghi consiglieri regionali di Io resto in Calabria, Graziano Di Natale e Marcello Anastasi, “nella certezza che proseguiranno nel migliore dei modi il loro percorso politico-istituzionale. Capisco la delusione delle migliaia di calabresi che hanno creduto in me, a partire dai candidati e dai tanti sostenitori di Io resto in Calabria, me ne dispiaccio enormemente ma non posso negare a me stesso e ai calabresi che le convinzioni maturate durante il breve periodo trascorso in Consiglio regionale restano immutate. Spero che le mie dimissioni servano ad aprire una riflessione seria che vada oltre le lotte di potere e le beghe di partito perché – conclude Callipo – i calabresi hanno necessità di riconquistare la fiducia nello Stato e nelle Istituzioni che, purtroppo, hanno comprensibilmente perduto”.

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