La vittoria dei No Tav: “pacifici ma decisi”, in migliaia al corteo che viola la zona rossa

Tensioni in Val di Susa dopo tre ore di manifestazione pacifica
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VENAUS (TO) – Obiettivo raggiunto: migliaia di No Tav violano la ‘zona rossa’ e raggiungono il cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte. Una vittoria simbolica, al termine di un corteo pacifico che non ha mai visto i manifestanti venire a contatto diretto con l’imponente schieramento di forze dell’ordine a difesa del cantiere. 

   Sono stati solo due, infatti, i momenti di tensione. Il primo mentre alcuni manifestanti aprivano, a volto coperto, un varco nella rete che delimita la zona rossa. La polizia inizia un fitto lancio di lacrimogeni per disperdere il corteo. Tentativo vano: i manifestanti indietreggiano ma presto si ricompattano. Le seghe elettriche tagliano la recinzione, la polizia si ritira in maniera ordinata.

   Di nuovo lacrimogeni quando i No Tav raggiungono il secondo e ultimo sbarramento sul torrente Clarea. Qui i manifestanti rispondono lanciando sassi contro le forze dell’ordine, ma il tutto dura pochi minuti. A fine giornata, le persone denunciate saranno oltre quaranta, ma il reato contestato è solo quello relativo alla distruzione della prima cancellata.

   “Avevamo detto che saremmo stati pacifici ma decisi, e così è stato”, esulta uno degli storici capi del movimento.

DAL CORTEO MESSAGGIO A M5S: BASTA PRESE IN GIRO

Il corteo si era mosso alle 13.45 dal campeggio dell’Alta Felicità, storico appuntamento estivo del movimento No Tav, dopo una mattinata di forti temporali che non hanno scalfito la volontà dei manifestanti.

   “Siamo quindicimila”, hanno detto gli organizzatori, mentre nelle prime file del corteo si alzavano le bandiere degli altri movimenti solidali con ‘il popolo della valle’: “No Muos, No Tap, No Grandi Navi, No Dal Molin e tanti altri… siamo un popolo enorme che non smetterà di lottare”.

   Dal corteo parte anche un messaggio alla politica: “Non ci faremo più prendere in giro- dicono gli organizzatori dal megafono- Vogliamo dire a tutti i politici, M5S in primis, che i loro giochini di potere non ci interessano. Continueremo ad organizzarci e a difendere il nostro territorio. Ora i 5 Stelle vogliono portare la questione in Parlamento, dove sanno che l’opera verrà approvata. Basta, non accettiamo prese in giro e intimidazioni. Continueremo a combattere”.

 

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